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Milano: al Liceo Beccaria oggi si insegna censura


Milano: al Liceo Beccaria oggi si insegna censura
09/04/2009, 14:04

Il liceo Beccaria di Milano è molto noto in Italia, così come è noto il suo giornale studentesco, "L'Urlo". Ma il numero distribuito questa mattina è stato immediatamente sequestrato dalla preside dell'istituto in tutte le copie. La decisione è motivata dal fatto che in prima pagina c'era una vignetta, in cui si rappresentava il Papa con un profilattico in testa, che esclamava: "Adesso ho capito a cosa serve!". Successivamente la stessa preside ha inviato a tutti gli 890 iscritti una circolare nella quale spiegava i motivi della sua decisione: "Quella vignetta era di pessimo gu­sto. La nostra è una scuola plu­ralista, ma non per questo è le­cito produrre immagini lesive della persona, chiunque essa sia. A maggior ragione se è un capo di stato o un capo religio­so. Non è possi­bile pubblicare una vignetta del genere. Ci sono gli estremi per una denuncia".
Gli studenti hanno preferito evitare lo scontro, accettando, loro malgrado, l'imposizione immotivata della preside. Ma balzano all'occhio due cose. La prima, è che quando su un giornale danese comparirono alcune vignette satiriche che sbeffeggiavano l'Islam (famosa quella di un Maometto con in testa una bomba al posto di un turbante), e i Paesi islamici protestarono, tutti dissero che erano reazioni esagerate, che in un Paese democratico non si reagisce così e via discorrendo. Ma è lo stesso tipo di sfottò in cui è incorso il Papa nella vignetta segnalata. La seconda cosa è questa: tutto sommato i ragazzi dello Beccaria oggi hanno avuto una lezione importante per la loro vita: nella nostra Italia mai esprimere idee personali che non siano state approvate da chi comanda; altrimenti è censura, se ti va bene. Ma può anche non andarti bene e quindi avere conseguenze peggiori.

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di Antonio Rispoli
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