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Milano: anche gli stranieri possono guidare i mezzi pubblici; la Lega insorge


Milano: anche gli stranieri possono guidare i mezzi pubblici; la Lega insorge
22/07/2009, 15:07

E' giunta alla sua conclusione legale la vicenda di Mohamed Hailoua, cittadino marocchino ma che vive in Italia da molti anni, che coltiva il sogno di poter fare l'autista sui mezzi pubblici milanesi. Ma ad impedirglielo, un Regio Decreto del 1932 che fissa come condizione per partecipare al concorso la nazionalità italiana. E così Hailoua, assistito dall'Avvocato Alberto Guarisio e dall'Avvocato Livio Neri - in rappresentanza rispettivamente di "Avvocati per niente" e "Studi giuridici", le due associazioni che hanno collaborato a questa causa - ha fatto ricorso. In primo grado il Giudice aveva detto che non si poteva esprimere, perchè non era mai stata presentata domanda da parte di Mohamd. Ma ieri, la Corte d'Appello Civile di Milano ha decretato la nullità del Regio Decreto, perchè "è da ritenersi implicitamente abrogato nella parte in cui richiede la cittadinanza quale requisito di accesso al lavoro nel settore".
Ovviamente la Lega Nord è insorta, contro questa sentenza, che si limita a far notare la discriminatorietà di questa legge. La prima reazione, violenta e razzista come nello stile del personaggio, è stata dell'europarlamentare Matteo Salvini (quello che voleva fare le carrozze del metrò riservate ai milanesi e che si è fatto riprendere mentre cantava insulti razzisti ai napoletani, ndr), che ha detto: "E' arrivata l'ora che questi giudici si trasferiscano in Marocco dove potranno assaporare le virtù del sistema giudiziario marocchino. A Milano i mezzi pubblici dovranno essere guidati solo da cittadini italiani. Chiamerò immediatamente Elio Catania (presidente di Atm, ndr) perché Milano e i milanesi siano rispettati e tutelati e gli fornirò centinaia di curricula di aspiranti autisti lombardi".
Peccato che l'esimio onorevole Salvini dimentichi che, in base alla Costituzione italiana, essendo quello di autista un posto pubblico, bisogna fare regolare concorso pubblico, concorso nel quale, in virtù delle leggi attuali e di questa sentenza della Corte d'Appello, non è possibile fissare i limiti razziali ed etnici che a Salvini e ai leghisti piacciono tanto.

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di Antonio Rispoli
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