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L'ordinanza penalizza soprattutto i pendolari

Milano, catene da neve obbligatorie: scatta la protesta


Milano, catene da neve obbligatorie: scatta la protesta
02/11/2010, 20:11

E' partita la protesta in seguito alla decisione, presa una decina di giorni fa dalla Provincia di Milano, di rendere obbligatorio l'uso di pneumatici invernali o la presenza di catene da neve a bordo per circolare sulle strade provinciali del capoluogo lombardo. Si sono ribellati gli automobilisti, così come le associazioni dei consumatori, considerando questa decisione pesante per le tasche dei cittadini. Alla diffidenza dei diretti interessati, si aggiungono le polemiche in arrivo dalle province vicine e dai gommisti, i quali hanno anticipato un sovraccarico di lavoro dovuto alla vera e propria corsa degli automobilisti per mettersi in regola con gli obblighi, nel giro di poco più di tre settimane.
Le province confinanti con quella di Milano, invece, illustrano come l'ordinanza penalizzi i pendolari, ovvero i tanti utenti residenti nelle provincie limitrofe ma che quotidianamente sono costretti ad usare l'auto per recarsi nella vicina Milano per questioni di lavoro, come chiarisce il presidente della Provincia di Monza, Dario Allevi: "Non siamo stati nemmeno consultati, eppure questa decisione penalizza pesantemente, in un momento economico difficile, i nostri pendolari che ogni mattina entrano a Milano. Sono sommerso dalle lamentele dei brianzoli".
Critiche che aprono quindi anche un dibattito politico, ma che non sembrano spostare dalla sua posizione l'assessore ai trasporti Giovanni De Nicola, difendendo, così, la scelta fatta: "Si tratta prima di tutto di una questione di sicurezza: il danno per la collettività quando si verificano incidenti è molto più alto di quello economico per chi dovrà comprare le catene o montare le gomme".
Spiegazioni molto poco convincenti anche perchè analoghe misure sono state decise in provincia di Como e in quella di Verbano Cusio Ossola, oltre che su alcune autostrade tra cui la A24 Roma - L'Aquila - Teramo.

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di Caterina Cannone
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