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Solo 4 testimoni su 20 confermano le dichiarazioni

Milano come Palermo: al processo i testimoni sono omertosi


Milano come Palermo: al processo i testimoni sono omertosi
03/05/2012, 10:05

MILANO - Un testimone si rende irreperibile; un altro manda un certificato medico nel quale si dice che per "motivi psicofisici" non è il caso di testimoniare in Tribunale; un terzo scrive al Pm e dice: "Non mi chiami a testimoniare, ho paura per la mia famiglia"; altri 13 negano di aver visto quello che hanno visto e dichiarato durante le indagini, arrivando a negare l'evidenza dei fatti. Non è un processo di mafia a Palermo o di camorra a Napoli, ma un processo per omicidio a Milano. Per essere esatti, il processo che ha causato questa morìa di testimoni è quello ai danni di Stefania e Pietro Citterio, che il 10 ottobre 2010 uccisero - insieme a Morris Ciavarella, già condannato in primo grado con rito abbreviato - a pugni e calci il tassista Luca Massari, "reo" di aver investito accidentamente ed ucciso il cane di Stefania, che era scappato in mezzo alla strada. Massari si fermò per vedere cosa era successo, ma il suo senso civile gli fu fatale: venne assalito da Ciaravella e da Pietro Citterio, istigati da Stefania, e picchiato fino a rimanere in coma, che dopo un mese divenne morte.
Ciaravella è stato condannato a 16 anni di reclusione con rito abbreviato, mentre Stefania e Pietro stanno facendo il rito ordinario. Con il Pm che ha enormi difficoltà: addirittura una signora ha negato che l'incendio della macchina del figlio - che è stato accertato essere stato un avvertimento contro il ragazzo che aveva testimoniato sull'accaduto davanti al Pm - fosse collegato in qualche maniera alla vicenda dell'omicidio di Massari.
Insomma, omertà totale. Nella "capitale morale" d'Italia. Se quella è moralità...

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di Antonio Rispoli
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