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E' la terza volta che questo processo arriva in Appello

Milano: Dell'Utri e il boss Virga assolti dall'accusa di estorsione


Milano: Dell'Utri e il boss Virga assolti dall'accusa di estorsione
20/05/2011, 15:05

MILANO - E al terzo tentativo, Marcello Dell'Utri viene assolto. In una singolare sequenza di sentenze, il proprietario di Pubblitalia, accusato di tentata estorsione nei confronti di Vincenzo Garaffa, ex senatore repubblicano ed ex patron della Pallacanestro Trapani, con l'aiuto del boss mafioso Vincenzo Virga, anche lui assolto.
I fatti risalgono al 1991: Garaffa aveva ottenuto, grazie all'intermediazione di Pubblitalia '80, una sponsorizzazione da 1,7 miliardi di lire per la sua squadra di basket. Dell'Utri andò da lui per avere in nero la metà della somma, 800 milioni. Al rifiuto di Garaffa, l'attuale accusato gli disse: "Ho uomini e mezzi per farle cambiare idea", e se ne andò. Poco tempo dopo, Garaffa venne avvicinato a Virga, il quale gli rivolse esplicite minacce, nel caso in cui non avesse pagato i soldi chiesti da Dell'Utri. Nonostante questo, il Tribunale ha deciso che non è stato commesso alcun reato.
Questa è stata la terza volta che il processo è passato davanti al Tribunale d'Appello. La prima volta Dell'Utri venne condannato a due anni, ma la Corte di Cassazione dispose il rinvio al secondo grado per incongruità della pena. La seconda volta la Corte d'Appello dispose la prescrizione, valutando che il reato non fosse qualificabile come estorsione, ma come minaccia grave. Ma anche in questo caso la Suprema Corte rinviò la decisione al grado precedente, sostenendo che se ci sono i presupposti della minaccia - riconosciuti dalla sentenza - ed essendo gli stessi indubitabilmente finalizzati a ricevere "soldi o altre utilità", il reato è senza dubbio estorsione e non minaccia.
I difensori di Dell'Utri, hanno subito legato questo processo a quello che vede il senatore del Pdl accusato di concorso esterno in associazione mafiosa: "La Cassazione non potrà non tenere conto di questa assoluzione di oggi", in quanto i giudici di Palermo fanno riferimento, nella loro sentenza, anche all'episodio in discussione oggi.

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di Antonio Rispoli
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