Cronaca / Soldi

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La denuncia dall’associazione Sos Racket e Usura

Milano, filmata la donna che gestisce il racket delle case



Milano, filmata la donna che gestisce il racket delle case
28/08/2009, 21:08

Tutto il mondo è paese. E così, se a Napoli le case popolari sono un ottimo affare per i clan, nelle altre città italiane la malavita organizzata di certo non si è lasciata scappare il ghiotto boccone. L’associazione Sos racket e usura ha scoperto, a Milano, un’organizzazione che gestirebbe un racket di case popolari nel quartiere Niguarda. Secondo la denuncia dell’associazione, l’organizzazione, costituita da tre famiglie del quartiere, tutte di origine palermitana, consentirebbe l’accesso ad appartamenti vuoti in cambio di denaro. In poche parole, si sarebbe appropriata delle case popolari e, scavalcando assegnazioni e pratiche burocratiche, ne avrebbe fatto un proprio patrimonio immobiliare da dare in locazione. Le case nelle loro disponibilità sarebbero una settantina, situate tra via Val Cismon, via Padre Pier Luigi Monti, largo Rapallo e via Val Daone. Nel filmato girato dall’associazione Sos racket si vede una mediatrice immobiliare abusiva, appartenente ad una delle tre famiglie, che offre un bilocale per 1.500 euro.
Le indagini, ovviamente, sono ancora in corso ed i nastri sono stati acquisiti dal commissariato di Greco-Turro, che preparerà una relazione da trasmettere alla Procura. Ma il contenuto del filmato sembra inequivocabile. “Sai quante case ho fatto in settimana? Ne ho fatte quattro o cinque”, spiega la mediatrice al finto cliente, non immaginando di parlare con un volontario dell’associazione. La donna è stata identificata come Giovanna Pesco, 57 anni, e secondo l’accusa sarebbe parte di quel gruppo che gestisce l’assegnazione abusiva delle case popolari.
La situazione, sottolineano le autorità, non è nuova. Riccardo De Corato, vicesindaco di Milano, ha affermato di aver già a più riprese denunciato il fenomeno. L’amministrazione comunale, ha continuato De Corato, - “ha fatto 250 sgomberi e il numero degli alloggi occupati abusivamente è inferiore rispetto alle altre città europee”.

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di Nico Falco
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