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La cosa infastidisce anche gli alleati del Pdl

Milano: in Provincia c'è l'inno di Mameli, ma la Lega diserta l'aula


Milano: in Provincia c'è l'inno di Mameli, ma la Lega diserta l'aula
11/03/2011, 12:03

MILANO - Ancora una volta la Lega Nord dimostra il suo disprezzo per i simboli dell'Italia. Lo fa in Provincia a Milano, dove alcune settimane fa era stato stabilito - con una mozione bipartizan, votata da tutti tranne che dalla Lega - di iniziare ogni seduta del Consiglio Provinciale con l'inno di Mameli. Ma nella seduta di ieri, mentre suonava l'inno italiano, nessun leghista era presente in aula. Sono entrati tutti dopo che l'inno era finito. Una spiegazione la dà l'assessore all'Istruzione, Marina Lazzati, leghista: "Non abbiamo disertato e neanche abbiamo abbandonato l’aula, come ha detto qualcuno. Semplicemente eravamo in riunione e siamo arrivati tardi. E comunque questo non è il nostro inno e non siamo d’accordo con la decisione di cantarlo a ogni seduta Per questo abbiamo voluto lanciare un segnale".
Una decisione che ha causato molto scontento non solo nel Pd, ma anche tra gli alleati del Pdl, come dimostrano le dichiarazioni di Roberta Capotosti, consigliera provinciale del Pdl: "L’assessore all’Istruzione ha dato un pessimo esempio agli studenti presenti in aula. L’Unità d’Italia è un fatto che non può essere messo in discussione e svilito da chi ricopre ruoli istituzionali".
Un'idea, quella della Capotosti, su cui non concorda Gianbattista Fratus, capogruppo della Lega in Provincia: "Tutto questo improvviso patriottismo non lo capisco. Rispettiamo la decisione presa dal consiglio, ma dal momento che non ne condividiamo il senso arriveremo in ritardo a tutte le assemblee di quest’anno".

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di Antonio Rispoli
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