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Su di esso si spacca in tre la maggioranza in Comune

Milano: l'Ecopass, da orgoglio del sindaco a spauracchio


Milano: l'Ecopass, da orgoglio del sindaco a spauracchio
15/03/2011, 14:03

MILANO - Tre anni fa era stato presentato in pompa magna come un successo dell'amministrazione comunale, guidata da Letizia Moratti e sostenuta dal Pdl e dalla Lega, nello sconfiggere l'inquinamento cittadino. Parlo dell'Ecopass a Milano: una tassa per tutti i veicoli inquinanti, in proporzione dal tipo di inquinamento, con possibilità di abbonamenti per chi doveva entrare nella zona centrale della città tutti i giorni per lavoro. Pare semplice, come concetto, dato che l'esazione avviene tramite un sistema di telecamere che registrano chi entra nella zona Ecopass.
Ma questa è la teoria. La pratica è stata una valanga di ricorsi ai giudici e proteste contro il Comune per la tassazione supplementare. E così si è cercato di migliorare la situazione, ma sono emersi subito tre diversi indirizzi: quello del sindaco, di ampliare la zona interessata; quello del Pdl di lasciare le cose come stanno o magari ridurle; quello della Lega, di cancellare il provvedimento. Un contrasto che permane, ed anzi si acuisce, anche adesso che ci si prepara all'elezione del nuovo sindaco. E che il provvedimento scotti, lo dimostra il programma: non si parla di Ecopass, ma genericamente di un "proseguiremo con le misure strutturali per eliminare le auto inquinanti e per alleggerire il traffico".
Poi ci sarebbe un referendum tra i cittadini, su questo punto. Ma è un referendum che viene spostato di continuo, senza trovare una data che accontenti tutti. Adesso è stato spostato a dopo le elezioni per evitare "interferenze nel voto politico". Ma è evidente che siamo di fronte alla scusa per non celebrarlo, nel timore dell'esito che, comunque vada, sarà un colpo alla gestione politica della maggioranza

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di Antonio Rispoli
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