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Hanno parlato Saviano, Zagrebelski, Eco, Ovadia

Milano: oltre 10 mila persone al Palasharp chiedono le dimissioni di Berlusconi

La risposta del Pdl: "E' fascismo di sinistra"

Milano: oltre 10 mila persone al Palasharp chiedono le dimissioni di Berlusconi
05/02/2011, 18:02

MILANO - Enorme successo della manifestazione indetta oggi al Palasharp di Milano da Libertà e giustizia per chiedere le dimissioni del Presidente del Consiglio SIlvio Berlusconi. I discorsi dovevano iniziare alle 15.30, ma poco dopo l'apertura dei cancelli, avvenuta alle 13.30, già i 9000 posti erano stati completamente occupati e c'erano ancora centinaia di persone fuori in fila.
Poi sono cominciati gli interventi degli oratori con l'ex presidente della Corte Costituzionale Gustavo Zagreleski, il quale ha detto: "Dicono che ognuno a casa propria deve poter fare quel che gli aggrada, è vero, ma non è questo il caso. Se si trattasse solo della forza compulsiva e irresistibile del richiamo sessuale nell'età del tramonto della vita, non avremmo nulla da dire. Forse deploreremmo ma non giudicheremmo. Proveremo persino simpatia per questa senile e fragile prova di umana solitudine, ma nulla avremmo da dire dal punto di vista politico. La domanda è: ci piace o no essere governati da quella persona? E questa è una domanda politica".
Poi c'è stato l'intervento telefonico di Paul Ginsborg, assente perchè malato, che ha invitato a resistere, per cambiare la situazione. Poi una video intervista fatta all'ex Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, che ha detto che le donne hanno il diritto e il dovere di protestare. E poi ha aggiunto: "Quando ci sono i momenti più tristi delle tasmissioni televisive sono le persone che per difendere il premier sostengono delle tesi inaccettabili dal punto di vista del buonsenso e della logica. Ma quando lo fanno delle donne è di una tristezza abissale".
Poi è toccato allo scrittore Roberto Saviano, accolto con una vera ovazione dai 10 mila del Palasharp. Lo scritto ha concentrato il suo discorso sulla "macchina del fango", che colpisce chiunque osi criticare il governo. Ma alla macchina del fango si risponde: siamo diversi, e in questo senso compiamo un gesto democratico perché la democrazia è nelle differenze per loro invece l'obiettivo è dimostrare che 'lo fanno tutti'. Perché se siamo tutti uguali, tutti immondi, vince il più furbo. Invece no. E' a questo che bisogna lavorare per iniziare a 'smontare'. In queste ore la grande battaglia mediatica e culturale è quella di mostrare un'unica dimensione. Se passa quello che stanno facendo passare, il messaggio che si dà al Paese è semplice: siete uomini e donne a cui piace far l'amore, fare feste? Verrete giudicati, perquisiti. Non è vero, perché la privacy resta un pilastro del nostro Paese". Al termine del discorso, ci sono stati lunghissimi applausi e una standing ovation per lo scrittore campano.
Poi è toccato allo scrittore Umberto Eco, il quale ha ricordato che "Berlusconi le dimissioni non le darà, perché il giorno in cui non avesse più potere, lo sappiamo, si troverebbe nella mani della magistrratura. Ma anche perché c'è un'ampia fetta di società disposta a sostenerlo. Che cosa siamo venuti a fare qui? Siamo venuti a difendere l'onore dell'Italia".
Gli oratori si susseguono: il maestro Maurizio Pollini, il giornalista e conduttore TV Gad Lerner, la direttrice dell'Unità Concita De Gregorio, un ragazzo di 13 anni il cui intervento è stato salutato con una ovazione. Poi lo scrittore Moni Ovadia, che ha ricordato che tutto è cominciato con la legge Mammì, che ha garantito a Berlusconi di controllare il sistema televisivo nazionale e quindi "ha permesso a un solo uomo di imporre una lingua sottoculturale al Paese, il resto è venuto di conseguenza. Coloro che ci hanno governato, in questi anni hanno fatto finta di non capire che è impossibile il dialogo con Silvio Berlusconi. Non si tratta di volontà ma di lingua: Berlusconi non parla la lingua della democrazia ma quella di un neofeudaliesimo che si sostanzia in questi principi: io ho sempre ragione, dialoghiamo solo se sono io a deciderlo. Come è stato possibile cascare nelle sue trappole?".
Ma ci sono reazione anche da parte del Pdl. Il capogruppo alla Camera, Fabrizio Cicchitto ha detto: "A Milano c'è l'ultima esercitazione del fascismo di sinistra". Gli ha fatto eco l'ex portavoce del Pdl, Daniele Capezzone: "La sequenza di interventi alla manifestazione di Milano mostra, sul palco, una galleria di personaggi che sembrano posseduti dall'odio, dal livore, da una pulsione ad abbattere il nemico, ad umiliare chi è diverso da loro. Stanno al Palasharp, ma viene il dubbio che possano sognare una nuova Piazzale Loreto. E' una tragedia politica e civile il fatto che la sinistra italiana si faccia guidare da queste spinte. Ci sarà, nel Pd, qualcuno disposto a opporsi a una simile deriva?".

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di Antonio Rispoli
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