Cronaca / Giudiziaria

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Assolto Belpietro che così aveva titolato sul suo giornale

Milano: per il giudice "Bastardi islamici" non è una offesa alla religione


La prima pagina incriminata
La prima pagina incriminata
18/12/2017, 13:07

MILANO - Il Tribunale di Milano ha assolto Maurizio Belpietro dall'accusa di "offese a una confessione religiosa mediante vilipendio di persone", reato aggravato dall'odio razziale. I fatti risalgono al 13 novembre 2015, cioè all'indomani della strage di Parigi. All'epoca Belpietro era direttore di Libero e il titolo principale del quotidiano, quel giorno fu, appunto "Bastardi islamici". 

Il giudice ha accolto le tesi difensive che quel titolo si riferiva solo ai terroristi e non a tutti coloro che credono in Allah, sebbene nel titolo non si evince nulla del genere. E quindi ha assolto il giornalista con la motivazione che "il fatto non sussiste" e ha respinto la richiesta del Pubblico Ministero di una condanna a 8300 euro di multa. Allo stesso modo è stata respinta la richiesta del Caim (Coordinamento delle associazioni islamiche di Milano) - che si era costituito parte civile - di un risarcimento di 350 mila euro, di cui 100 immediatamente esecutivi. 

Certo, c'è da chiedersi se, quando Breivik ha ucciso più di 70 persone nell'isola di Utoya, qualcuno avesse intitolato "Bastardi cristiani", cosa sarebbe successo? Si sarebbe trovato un giudice altrettanto indulgente contro chi offende chi crede in Dio anzichè in Allah?

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di Antonio Rispoli
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