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Anche Schifani prende le distanze dall'iniziativa

Milano: sui manifesti anti-magistrati è lotta tra Moratti e Lassini, "O lui o io"


Milano: sui manifesti anti-magistrati è lotta tra Moratti e Lassini, 'O lui o io'
19/04/2011, 12:04

MILANO - Si alza il livello di scontro all'interno del Pdl milanese, dopo i manifesti anti-magistrati ("Via le BR dalle Procure", scritto su sfondo rosso) affissi nei giorni scorsi. Il problema è la posizione di Roberto Lassini, che si è assunto la responsabilità politica di questi manifesti ma è anche tra i candidati nelle liste del Pdl. Una posizione che ha generato malumore, data la situazione politica del capoluogo lombardo. Infatti, per la prima volta da molti anni, la vittoria della Moratti è messa in discussione. Nel 2006 Letizia venne eletta col 52% circa dei voti la primo turno; ma quest'anno non ci sarà nè l'Udc nè quella quota di Pdl che si riconosce in Fli. E quindi i sondaggi danno il sindaco uscente in vantaggio sul suo avversario Giuliano Pisapia ma sotto il 50%. E la superiorità politica, tanto sbandierata da Pdl e Lega, potrebbe andare a farsi benedire.
Per questo è stato lo stesso sindaco che ha inteso reagire con durezza, dichiarando che la sua posizione in lista è "incompatibile" con quella di Lassini. Insomma, un ultimatum: o io o lui. Il Pdl lombardo si è accodato, con una lettera del coordinatore Paolo Mantovano che ha chiesto a lassini di ritirare la propria candidatura.
A complicare le cose, arriva anche l'intervento del Presidente del Senato, Renato Schifani, che ha affermato: "Manifesti vili e incivili, il Pdl prenda le distanze. Occorre fare gesti concreti per fare in modo che i toni si abbassino e vengano marginalizzate queste iniziative. Adesso che si conosce l'autore mi auguro fortemente che il partito e il suo riferimento prendano le distanze in maniera tale da contribuire allo svelenimento del clima del paese". Certo c'è da chiedersi come mai non ha preso le distanze da chi ha insultato i magistrati, con parole non molto diverse da quelle usate nei manifesti (qualsiasi riferimento al Presidente del Consiglio non è involontario).

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di Antonio Rispoli
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