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Cgil: ”Posti di lavoro a rischio”

Milano, via alla riforma del traffico merci


Milano, via alla riforma del traffico merci
29/08/2012, 19:04

MILANO – ‘Area C’ non basta più. Così, Milano trova un’altra soluzione per alleviare il traffico in città. L’obiettivo? Ridurre il numero di furgoni che entrano in centro per fornire di merce i negozi.
Una nuova piattaforma logistica davanti all’Ortomercato, nella periferia est della città, accoglierà ogni mattina camion e tir: qui scatoloni e imballaggi verranno scaricati e riordinati su altri mezzi in base alle destinazioni finali. Il progetto prevede un investimento di 3-4 milioni di euro e, nelle intenzioni dell’assessore a Commercio e Attività produttive, Franco D’Alfonso, consentirà di avere meno veicoli all’interno della cerchia dei bastioni.
Non tardano però ad arrivare le critiche del sindacato del settore trasporti Filt-Cgil: “Il servizio merci è svolto da diverse aziende e da migliaia di lavoratori. Che fine faranno una volta che debutterà il nuovo sistema?”, si chiede il segretario lombardo Ettore Montagna. Il timore, insomma, è che molti posti di lavoro siano a rischio.
Secondo le anticipazioni fornite dalle pagine locali del Corriere della Sera, il progetto sarà ufficialmente presentato a metà settembre, negli stessi giorni in cui sarà reintrodotto il ticket per l’Area C, ora sospeso dopo la decisione presa a luglio dal Consiglio di Stato.
Il sistema sarà gestito da un nuovo consorzio misto, pubblico-privato. Un punto che secondo Montagna non è per nulla chiaro: “Qual è il futuro dei lavoratori che oggi trasportano merci in centro? Se perderanno il posto, verranno riassorbiti dal nuovo consorzio? E con quali condizioni contrattuali?”. A questi dubbi si aggiunge quello sugli spazi di libera concorrenza che il nuovo sistema sarà in grado di garantire: “Siamo sicuri che non ci saranno aziende che verranno penalizzate dalla costituzione del consorzio?”, si domanda ancora il segretario regionale della Filt-Cgil.
Secondo D’Alfonso però queste preoccupazioni sono insensate. “Non stiamo costituendo un’azienda di trasporti in concorrenza con le altre – spiega l’assessore. Ma stiamo creando una struttura virtuale a cui potranno partecipare tutte le imprese. Il Comune metterà a disposizione le piazzole e il sistema informatico: la nuova infrastruttura sarà a disposizione di tutti e non interferirà con la libera concorrenza”.
Per quanto riguarda la possibilità che molti possano perdere il lavoro D’Alfonso replica: “Non vedo questa preoccupazione. Se si perderanno alcuni posti, con la razionalizzazione della logistica se ne creeranno altri. Non mi sembra che in questo caso il problema occupazionale sia quello principale: non si tratta di una nuova tecnologia che distrugge posti di lavoro”.
Secondo D’Alfonso, questa nuova riforma del traffico sarà utile per ridurre notevolmente il numero di veicoli in circolazione. Secondo Montagna, però, non vi è nessuna certezza che la nuova logistica diminuisca il traffico di mezzi pesanti: “Molti dei furgoni diretti in centro non trasportano merci – osserva – ma sono quelli di piccoli imprenditori, artigiani, idraulici, elettricisti. Inoltre le grandi aziende oggi fanno partire i loro mezzi pieni, con un percorso che non è limitato alla cerchia dei bastioni, ma è su tutta la città. Non è detto che i camion caricati all’Ortomercato riescano a partire per il centro pieni di merci”.
Il sindacalista ha poi un altro timore: “Non vorremmo che a fronte di una riduzione del numero dei furgoni, aumenti il numero di ore lavorative per gli autisti e quindi anche delle ore trascorse dai furgoni per le vie del centro”. Secondo Montagna sul progetto è necessario un confronto che coinvolga anche i lavoratori e le aziende di trasporto. E che prenda in considerazione anche altre proposte: “Per ridurre il traffico basterebbe consentire lo scarico delle merci solo dalle 5 alle 7 del mattino. Oppure l’investimento di 3-4 milioni potrebbe essere utilizzato per incentivare la sostituzione dei mezzi oggi in circolazione con veicoli meno inquinanti”.

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di Erika Noschese
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