Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Agguati a sfondo razzista: “Vi odio, andate via”

Minacce al bimbo marocchino, giudice manda via di casa la vicina


Minacce al bimbo marocchino, giudice manda via di casa la vicina
15/11/2012, 18:57

TORINO – Senza una valida ragione, da ben 3 anni,  perseguitava i vicini marocchini e il giudice ha ordinato l’allontanamento della donna dalla sua casa. È quanto accaduto a Torino, dove una donna di origini palermitane è stata allontanata dalla sua casa perché traumatizzava il figlio di sette anni dei vicini,  , mimando con l’indice il segno del taglio della gola. Il bambino ha cominciato a farsi la pipì addosso e a soffrire d’insonnia. Alla donna è stata contestata l’aggravante del razzismo. 
L’avvocato della donna nega ogni accusa: “La contestazione è brutta, la cliente sostiene che non c’è niente di vero, ricorreremo al Riesame” – dichiara il legale. L’amministratore del condominio e il datore di lavoro dell’immigrato marocchino hanno però confermato alla polizia municipale quanto dichiarato dalla famiglia di origini marocchine, confermando lo stalking e dichiarando di precedenti vessazioni contro altri vicini di casa stranieri. 

“Ilias è traumatizzato” – raccontano i genitori. Versione, questa, confermata anche dal ricorso all’assistenza neuropsichiatrica del bambino: la vicina si nascondeva, praticamente ogni giorno, dietro alla tenda che, sul ballatoio, divide le rispettive proprietà, per “sbucare all’improvviso insieme al cane di famiglia, urlando e insultando il piccolo, che si spaventava in ogni occasione talmente tanto da cominciare a manifestare i primi disturbi”.
Mohamed, il papà del piccolo Ilias, già ad inizio luglio, raccontava a tutti - vicinato, datore di lavoro, colleghi e amici e infine ai carabinieri - che suo figlio faceva brutti sogni quando riusciva a prendere sonno, e poi si svegliava urlando “Mamma, arriva l’anziana, chiudi la porta”.
Le accuse del pm sono state largamente recepite dal gip Luisa Ferracane nel provvedimento di divieto di dimora in via Ascoli per Maria Santa Lercara. Il pm aveva chiesto la stessa misura cautelare per il marito della donna. Il giudice, dopo aver valutato che l’uomo era di supporto, ha “allontanato” solo la moglie, dalla loro residenza di  via Ascoli. Ma lui seguirà la consorte. Lo conferma il legale, dichiarando: “Abbiamo trovato una sistemazione provvisoria per entrambi”.
Ora, Mohamed e famiglia potranno tornare a casa. Pur avendo un mutuo da pagare, con rate mensili da 350 euro, a metà estate, la famiglia aveva deciso di lasciare la casa, preoccupati per la salute di Ilias. Il pm ha considerato il loro sacrificio economico: il capofamiglia ha un salario mensile di 1320 euro, paga per l’affitto della nuova abitazione una cifra pari a quella del mutuo. La famiglia deve vivere con i 720 euro che restano. Come se non bastasse, la donna aspettava il rientro della mamma di Ilias e le rovesciava dall’alto secchiate d’acqua in testa. Lei e il marito percuotevano con i pugni le pareti divisorie fra gli appartamenti a, gridando: “Bastardi marocchini, sporchi, andate via”.

 

Commenta Stampa
di Erika Noschese
Riproduzione riservata ©