Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

MINACCE DELLA CAMORRA A DON MEROLA, SEPE: "CHI FA IL MALE DEVE SAPERE CHE E' MALE CHE FA"


MINACCE DELLA CAMORRA A DON MEROLA, SEPE: 'CHI FA IL MALE DEVE SAPERE CHE E' MALE CHE FA'
10/09/2008, 17:09

A margine della conferenza stampa di presentazione della Terza Giornata per la salvaguardia del Creato, svoltasi presso la Sala Conferenze del Palazzo Arcivescovile in Donnaregina, l'Arcivescovo di Napoli Cardinale Crescenzio Sepe ha speso alcune parole di riflessione in merito alla vicenda delle reiterate minacce della camorra nei confronti di don Luigi Merola, il sacerdote del quartiere di Forcella, da anni in prima linea nella lotta alla piaga della criminalità. "Le minacce ci sono sempre state e sempre ci saranno per tutti, non solo per don Luigi Merola - ha esordito Monsignor Sepe - Va bene: noi sappiamo che agiamo in coscienza, perché non possiamo non dire 'male' ciò che è male, e questo è un dovere che ci viene dalla nostra coscienza di vescovi, di sacedoti, di religiosi, di laici". "Anche Cristo - ha proseguito Sepe - è stato minacciato; gli apostoli sono stati minacciati: la storia della Chiesa è continuamente minacciata anche oggi. "Noi andiamo avanti non con le forze umane ma con la forza di Dio, e in quanto rappresentanti di Cristo, non possiamo non dire che chi ha preso la strada cattiva, chi fa il male, deve sapere che è male che fa, prima a se stesso, poi alla società, e che quindi sarebbe opportuno che cambiasse strada" - ha concluso l'Arcivescovo. Tali dichiarazioni sono state rilasciate dal Cardinale ai microfoni di Julie, all'indomani della diffusione della notizia riguardante le minacce pervenute via sms al sacerdote di Forcella, da parte del clan camorristico Mazzarella.

Commenta Stampa
di Francesca Pellino
Riproduzione riservata ©