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"Mo Bast!": Orgoglio Meridionale e Insorgenza Civile


'Mo Bast!':  Orgoglio Meridionale e Insorgenza Civile
03/02/2012, 11:02

Gli indignati del Sud tornano a manifestare: Sabato 4 Febbraio, da piazza Matteotti a Napoli (posta centrale), in direzione Piazza Municipio, alle ore 10,30 muoverà un corteo di protesta indetto dal movimento Mo Bast!, l’associazione Orgoglio Meridionale Onlus e Insorgenza Civile contro il caro assicurazioni RC Auto, le discriminazioni di cui è vittima il meridione d’Italia, l’aumento della benzina, la “tangente” della tangenziale e per chiedere interventi di bonifica per tutti i territori inquinati della Campania.


Una manifestazione di orgoglio popolare partenopeo rivolta a chi ha a cuore il futuro della propria città e dei suoi giovani, per la difesa di una dignità e di un’identità storica e culturale che ogni giorno viene sempre più calpestata.


“Non intendiamo abbassare la guardia, anzi alziamo il tiro” afferma Pietro Avino del comitato Mo Bast: “Porteremo i responsabili della discriminazione in tribunale, davanti alla corte di Giustizia Europea. Invitiamo tutti i cittadini e le associazioni, specie quelle dei consumatori, a protestare con noi: non capiamo perché nessuno lo abbia fatto fino ad ora, nonostante le disparità di trattamento siano evidenti. Le assicurazioni sono società private e come tali vanno perseguite legalmente. I politici che intendono darci una mano, lo facciano concretamente in Parlamento, con proposte di legge e non con proclami elettorali. Come non ci può essere discriminazione nel campo assicurativo tra donne e uomini, non dovrà esserci tra cittadini che risiedono in luoghi diversi”.


“Dopo la beffa della scatola nera" prosegue Avino "che non serve a combattere l’enorme disparità tariffaria tra Nord e Sud, e in attesa che l’ISVAP risponda delle proprie inefficienze alla Commissione Europea, da noi sollecitata attraverso le varie petizioni che sono state presentate, sentiamo il dovere di scendere in piazza ad urlare il nostro sdegno, contro uno Stato assente e una politica arcaica, condivisa da destra e sinistra, che ha voluto e vuole uno stato unito ma diverso”.


“Napoli è agli onori della cronaca solo per episodi negativi” spiega Nando Dicè, presidente di Insorgenza Civile: “Insieme a tanti cittadini, siamo stanchi di essere dipinti come un popolo incivile. L’Etna chiama, il Vesuvio risponde: è ora di dire basta a una serie di discriminazioni ai danni del Sud e dei suoi cittadini. Le assicurazioni più alte, la benzina più cara, il balzello della Tangenziale da un quartiere all’altro, sono ingiustizie intollerabili che danneggiano i napoletani. Non solo: abbiamo un ministro dell’Ambiente che ammette tranquillamente che Bagnoli è una zona ad altissimo rischio ambientale ma non investe nella bonifica, per restituire alla città Pianura, Bagnoli, Chiaiano. L'amministrazione comunale preferisce trasformare la città in un’arrangiata vetrina per l’America’s Cup. Migliaia di ragazzi continuano ad emigrare ogni anno, nel silenzio generale, da Sud a Centro-nord, come se fosse la cosa più naturale del mondo. E Monti si fa beffe di loro, invitandoli a non “annoiarsi” con il posto fisso. Lottiamo per il loro futuro, scendiamo in piazza per protestare contro questo scempio, per chiedere un cambiamento forte. Invitiamo i cittadini a stare dalla nostra parte, per difendere Napoli, il nostro futuro. Per riprenderci la nostra terra, la nostra acqua, la nostra aria, il nostro lavoro, la nostra libertà e soprattutto la nostra dignità”.


Solidale con i manifestanti, Francesco Servino degli Ecologisti e Reti Civiche: “Il Sud chiede parità di trattamento: il governo Monti intervenga per appianare le discriminazioni a partire dall'ambito assicurativo. Paghiamo lautamente i nostri deputati per chiedere interrogazioni parlamentari e per fargli avanzare proposte di legge, non per farli dormire in Parlamento. Gravissime le affermazioni dell'attuale premier sulla monotonia del posto fisso: i dati ISTAT mettono in luce una disoccupazione giovanile del 31%. Inoltre, la Campania si appresta ad essere condannata a morte sul fronte ambientale a causa di uno scellerato piano regionale sui rifiuti incentrato sulle discariche e sugli inceneritori. Ci auguriamo, almeno, che i proventi dell’America’s Cup, alle cui pre-regate a Bagnoli ci siamo fortemente opposti, vengano impiegati per delle politiche sociali e giovanili utili, per offrire posti di lavoro, per costruire un sacrosanto sito di compostaggio: ci aspettiamo una scossa da questa amministrazione comunale che proclamava una rivoluzione che in realtà, fino adesso, non c’è stata, e un'apertura concreta verso la cittadinanza attiva”.

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di Redazione
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