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Mobilità: Costi ed efficienza nell’area metropolitana di Napoli


Mobilità: Costi ed efficienza nell’area metropolitana di Napoli
21/04/2017, 10:01

Qual è lo stato della mobilità nell’area metropolitana di Napoli? Prova a fare una fotografia nagorà, il blog dei costruttori napoletani, con esperti e rappresentanti del settore. “La mobilità a Napoli è un tema centrale per lo sviluppo economico e sociale dell’area metropolitana. Diventa critico, se si osserva il suo sistema di trasporti: elevati costi operativi (in particolare per bus/km), ricavi da traffico molto contenuti, bassi livelli di produttività, scarsa soddisfazione dei cittadini (tempi imprevedibili di attesa alle fermate e spesso mezzi troppo pieni)”. Esordisce così Riccardo Mercurio, ordinario di Organizzazione aziendale dell’Università ‘Federico II’ di Napoli. “Eppure l’area metropolitana di Napoli è partita avvantaggiata” ma dopo i “segnali positivi” dell’inizio degli anni 2000 “abbiamo avuto contenziosi sui lavori, rischi di fallimento aziendali, scioperi e conseguentemente servizi non coerenti alle attese dei cittadini e allo sviluppo dell’area metropolitana. Il rallentamento degli investimenti in questo settore a Napoli (dopo il 2008 da oltre 1 miliardo di euro all’anno a circa 300 milioni) ha avuto un notevole impatto sulla riduzione del PIL regionale e dell’occupazione e ha determinato un allungamento dei tempi di realizzazione dei lavori. Ma perché è avvenuto tutto ciò e a cosa sono legate le speranze di “rimettere in sesto” la mobilità dell’area metropolitana?” si chiede Mercurio, che aggiunge: ”E’ necessario rimettere mano all’integrazione dei servizi di mobilità. E, in conclusione: ci sono a Napoli le condizioni per poter fare un salto di qualità?”.

I numeri snocciolati dal professor Mercurio si trasformano “in una preoccupante diseconomia ambientale – spiega Gennaro Biondi, docente di Economia del turismo all’Unitelma Sapienza di Roma - che punisce il sistema delle imprese locali creando un differenziale negativo di un più 2,5% rispetto al costo per la mobilità media nazionale. Tale diseconomia associata  ad altre, in particolare al  costo del lavoro, della Pubblica amministrazione, dell'accesso al credito ed ai servizi alla produzione – continua Biondi - concorre a definire il "grande gap" che si traduce in un differenziale di circa un più 20% per gli investimenti industriali a Sud”.

Di avviso diverso il presidente dell’Eav Umberto De Gregorio. “In 18 mesi abbiamo ridato speranza ai lavoratori ed ai cittadini. Grazie a un’importante azione amministrativa e politica tra governo nazionale, regionale ed EAV, si è dato luogo ad una transazione storica che consente ad EAV non solo di evitare il default ma anche di rilanciare gli investimenti. Nel 2017 – continua De Gregorio - EAV immetterà tra risorse destinate a ripianare il debito pregresso e risorse per investimenti una cifra pari a circa un miliardo di euro. Il percorso è lungo - conclude il numero uno dell’azienda di trasporti -  servirà anche una riorganizzazione societaria; abbiamo la necessità di fare i conti con la realtà e di dare risposte concrete in tempi accettabili ai cittadini ed ai turisti”.

L’ANM muove in media 400mila passeggeri al giorno, oltre il 90% in ambito urbano. Con la nascita dell’Area metropolitana di Napoli questi numeri sono destinati a raddoppiare – spiega l’amministratore unico di ANM SpA, Alberto Ramaglia. “Un sistema di trasporto integrato su area vasta è dunque necessario e per realizzarlo bisogna prima di tutto garantire risorse per il potenziamento del parco mezzi. Siamo già riusciti a farlo,  nella città di Napoli, con l’acquisto di 10 nuovi treni della Linea 1 metropolitana grazie alla capacità del Comune di Napoli di reperire fondi Ue.  Sempre tra risorse Pon Metro Regione e in autofinanziamento, il parco ANM sarà potenziato di circa 150-180 nuovi bus. Ma non basta, bisogna prevedere nuovi investimenti per il settore gomma, per migliorare l’informazione ai passeggeri e costruire politiche comuni di sostenibilità ambientale e sicurezza”. 

E’ chiaro Rosario Stornaiuolo, presidente Federconsumatori Napoli. “Occorre un’unica cabina di regia e un'unica società regionale – o quantomeno una società che si occupi esclusivamente dell'area metropolitana partenopea – per avere una visione globale dello stato dell’arte dei trasporti, e da lì partire per studiare interventi mirati a migliorare il servizio”. Senza  dimenticare “i trasporti marittimi. Occorrono investimenti nazionali nei trasporti e un attenzione “importante alle barriere architettoniche” – conclude Stornaiuolo, che sottolinea - senza le “facili tentazioni” di risolvere i problemi privatizzando il tutto – o anche solo una parte – di esso”.

Più ottimista il presidente dell’Acen, Francesco Tuccillo. “L’inversione di tendenza sembra ora scorgersi, a partire dal recente “accordo Renzi-De Luca”. Superate le emergenze sarà possibile riprendere il filo di un discorso, provando ad accelerare il confronto a livello del Piano di Mobilità Urbana Sostenibile, in ottica metropolitana.  Basti pensare che nel Patto pluriennale per la Campania, che vale in totale circa 9,5 miliardi di Euro, il 37% è dedicato alle infrastrutture (viarie, ferroviarie, portuali e sanitarie) e di tale parte gli interventi interessanti il territorio metropolitano di Napoli ammontano a circa 2,6 miliardi di Euro. Se e quando tali ingenti risorse si concretizzeranno in cantieri ed opere vi sarà un importante accrescimento competitivo del nostro territorio”.  

 

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di Redazione
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