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Monteforte Irpino, aperta un’inchiesta per omicidio colposo


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Monteforte Irpino, aperta un’inchiesta per omicidio colposo
30/07/2013, 13:18

Nel dolore e nello sgomento anche da parte delle autorità, che mai hanno vista una tragedia del genere, si cercano le responsabilità. Si cerca di capire come sia potuto precipitare nel vuoto il bus che veniva da Monteforte Irpino. Sono tre attualmente i segmenti sui quali si sta indagando: verificare se l’autista Ciro Lametta avesse assunto bevande alcoliche, se il mezzo era efficiente, se le condizioni della strada erano secondo la norma. Domenica 28 luglio, lungo l’autostrada Napoli-Bari c’è un incolonnamento di auto. Nel tratto irpino dell’A16 del viadotto Cannalonga arriva il bus dei pellegrini che di lì a poco andranno incontro alla morte. Il bus vola dalla galleria di Monteforte verso il viadotto: prima travolge le vetture che si trova davanti, poi sfonda il guard rail, infine il vuoto, con la caduta nel dirupo. Le ipotesi di reato della Procura di Avellino sono di concorso in omicidio plurimo colposo e disastro colposo. Nel registro degli indagati i responsabili dell'azienda proprietaria del pullman, ovvero il fratello dell’autista del bus,  i tecnici che hanno certificato la revisione del mezzo e la società Autostrade per l'Italia.  Gli inquirenti si serviranno dell’esame autoptico sul corpo dell’autista Ciro Lametta e della perizia sul pullman. Sarà fondamentale nelle indagini anche la testimonianza dei pochi sopravvissuti. Come quella di Clorinda Iaccarino, la 44enne di Monteruscello, che ha perso il marito Antonio Del Giudice di 51 anni e la figlia Silvana di 22. E’ ancora ricoverata all’ospedale di Monteforte Irpino: non ha partecipato al funerale dei suoi cari. Forse non sa neanche che sono volati in cielo. 

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di Redazione
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