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Monti si avvia alla fase finale di Commissario liquidatore.


Monti si avvia alla fase finale di Commissario liquidatore.
16/09/2012, 08:58

 

MONTI SI AVVIA AL TERMINE DEL SUO LAVORO DI COMMISSARIO LIQUIDATORE.

 

 

 

 

di Raffaele Pirozzi e Giuseppe Biasco

 

 

Le buone notizie che aspettavamo dalla Germania, sono finalmente arrivate! Con la decisione della Corte Costituzionale tedesca, che da il via libera all’azione della Banca Centrale Europea, il sistema di aiuti ai Paesi dell’Euro in difficoltà, è finalmente operativo. Nel frattempo, le elezioni in Olanda hanno visto il successo dei partiti europeisti, che hanno fatto segnare un'altra sconfitta a quella destra demagogica e euro scettica che ha governato in Europa in questi ultimi anni e che ha portato il Vecchio Continente sull’orlo del baratro.

In Italia gli effetti di questi cambiamenti si sono fatti subito sentire. Dopo mesi di difficoltà finanziarie, contrappuntati da costanti e drastici provvedimenti del Governo, per la prima volta la Borsa di Milano è tornata a crescere in maniera seria, e il differenziale tra i Buoni italiani e quelli tedeschi è sceso al di sotto dei 350 punti, il risultato è stato che: le Banche hanno finalmente frenato l’enorme emorragia di denaro che hanno dovuto sopportare in questo periodo; mentre il Tesoro ha pagato un interesse del 2,72% per i BOT a tre anni. Finalmente gli interessi pagati sono inferiori all’inflazione, calcolata, fino ad ora al 3,5%, ma destinata a crescere. Dai primi dati che arrivano, sembra che finalmente in nostro debito pubblico non è cresciuto in questo mese e probabilmente, comincerà a scendere nel corso dell’anno.

Se questa tendenza risulterà realmente invertita, solo nel 2020, raggiungeremo l’obbiettivo di scendere al disotto del 100% nel rapporto tra debito e PIL, obbiettivo fissato sia dall’Europa che dal Fondo Monetario Internazionale, come reale risanamento del nostro bilancio. Un dato, che se raggiunto, significherà che la ricchezza prodotta dal paese, permetterà di far rientrare il nostro enorme debito pubblico entro una dimensione accettabile e sopportabile.

Quindi, solo nel 2020 usciremo realmente dalla emergenza e solo attorno al 2025 potremo avere una situazione stabilizzata dei nostri conti pubblici, a condizione di continuare con una rigorosa politica di bilancio . Se qualcuno si illude che nel 2013 i problemi saranno risolti, si sbaglia di grosso!

La situazione era drammatica, ora è grave, in seguito sarà difficile! Per andare avanti, bisogna convincersi tutti che le illusioni del passato, lo stile di vita consumistico, la finanza virtuale e la ricchezza facile, non ci saranno più. Quel modello di sviluppo e quel modo di intendere la vita sono risultati un fallimento. Bisogna costruire un nuovo modello di sviluppo economico e sociale che renda tutti liberi ed al tempo stesso parte di una collettività solidale.

Monti ha praticamente concluso il proprio lavoro di commissario liquidatore del modello di gestione economica di Tremonti e Berlusconi e non ci sono altri compiti da svolgere in questa fase, tranne quelli di rendere meno insensati provvedimenti assunti, correggendo alcune misure, rendendo più convincenti ed incisivi alcuni altri provvedimenti. Per Rendere bene l’idea di quello che vogliamo affermare, tra i mille casi assurdi, prodotti dai provvedimenti di Monti, ne riportiamo uno che ci ha particolarmente colpito.

Al Tribunale di Napoli manca il personale per completare il complesso iter per rendere operativi 200 arresti, non solo, i provvedimenti del taglio delle spese, hanno portato a soli 26000 euro il fondo per le spese di funzionamento della attività giudiziaria, che fino ad un anno fa, dopo i tagli di Tremonti, erano di un milione e mezzo di euro. Tutto questo nel frattempo che si sviluppa una nuova guerra di camorra.

Abbiamo voluto prendere ad esempio questa emergenza, denunciata dal Presidente del Tribunale Carlo Alemi, per dimostrare che i risparmi, nella spesa pubblica, senza le scelte politiche, sono a discapito dei servizi ai cittadini.

Garantire la legalità è il primo servizio che deve erogare un paese che intende riprendere la strada dello sviluppo. Il problema della Giustizia quello di assicurare una azione efficace. Questo esempio dimostra come la diminuzione dei finanziamenti colpisce spese inutili, ma anche e soprattutto spese determinanti per assicurare servizi e diritti ai cittadini. I cittadini stanno pagando la crisi in maniera enorme, sia con la diminuzione reale delle loro retribuzioni e pensioni, sia con la perdita del posto di lavoro e con la mancanza di nuovo lavoro, ma anche e soprattutto con la netta diminuzione dei servizi erogati, dal trasporto alla sanità. Il Governo Monti, non si è mai posto, nel corso della sua breve azione il problema del rispetto dei diritti dei cittadini, che risultano, al termine di questa attività governativa di emergenza fortemente ridotti.

Monti ha un pregio, che gli deve essere riconosciuto, dice sempre quello che pensa. Per capire i suoi principi basta fare riferimento alle affermazioni che ha fatto di recente sullo Statuto dei Lavoratori. Egli ha affermato che: “Il tentativo nobile di difendere la parte debole del mondo del lavoro, ha prodotto delle norme che hanno impedito la crescita occupazionale”.

Si ritorna, in questo modo una vecchia polemica, quella che individua nei troppi diritti un freno alla crescita della economia e della impresa.

Meno diritti più ricchezza per tutti! Queste erano le parole d’ordine del liberismo imperante e vincente degli anni ’80, adottati ed applicati dalla destra europea ed americana che hanno portato ad una crisi devastante, che non è finita e che ci affliggerà ancora per molto.

Chi sa perché nessuno chiede a Monti che cosa ha prodotto la modifica dell’articolo 18 sulla disoccupazione, visto che i dati che arrivano in proposito sono drammatici e sottolineano uno spaventoso aumento dei giovani in cerca di prima occupazione.

Perché nessuno chiede a Marchionne a cosa è servito rompere i contratti di lavoro, chiedere condizioni di lavoro con notevoli restringimenti di diritti e di libertà dei lavoratori, visto che la sua “Fabbrica Italia” ,appena nata è già morta?

Non è diminuendo i diritti che si ottiene una grande ripresa economica, al contrario, più i cittadini sono protagonisti del proprio destino e più i risultati sono migliori. Il nostro paese ha già dimostrato che quando è chiamato ad uno sforzo collettivo per il proprio progresso, risponde con una forza ed una energia, che permette di raggiungere qualsiasi obbiettivo.

Monti è un buon commissario liquidatore, non sarà mai in grado di suscitare un grande movimento di rinascita nazionale, per un nuovo sviluppo economico sociale del nostro paese e per rilanciare la grande idea di una Europa, ancora tutta da costruire. Monti non è un mediocre, ma è un conservatore legato ad una idea della politica e della economia superata, che ha prodotto solo danni sociali, divisioni e guerre devastanti. Le prossime elezioni non si potranno vivere sulle sciocchezze di banali campagne di comunicazioni, occorreranno politiche serie e nuove, leader carismatici e non volgari imbonitori, ne tanto meno vecchi liberali che rimpiangono un passato che non c’è mai stato.

Ora il nostro paese si gioca il suo futuro, ed in questo futuro non c’è nessun posto per Monti.

 

 

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di Raffaele Pirozzi
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