Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Morello (APM): “la giustizia in Italia torna prepotentemente d'attualita'. Emblematico caso del Turco”


Morello (APM): “la giustizia in Italia torna prepotentemente d'attualita'. Emblematico caso del Turco”
13/03/2013, 15:24

"Il Presidente della Repubblica ha espresso il suo vivo rammarico per il riaccendersi di tensioni e contrapposizioni tra politica e giustizia. Rammarico, in particolare, per quanto è accaduto lunedì ed è sfociato in una manifestazione politica senza precedenti all'interno del palazzo di giustizia di Milano".
E' quanto afferma Lorenza Morello, presidente APM, associazione senza scopo di lucro che si batte da anni per lo svecchiamento del nostri sistema giuridico e giudiziario.
"Le questioni relative alla giustizia e al suo pessimo funzionamento - aggiunge - tornano ciclicamente d’attualità. L’attualità, beninteso, scandita dai giornali e dai mezzi di comunicazione e da una classe politica, che non perde occasione per rivelarsi e dimostrarsi sorda e miope, perché chi ha la sventura di rimanervi impigliato, quell’“attualità” la conosce bene".
"E non mi riferisco - aggiunge - alle iniziative dell'ex premier Silvio Berlusconi o alle "marcette" al palazzo di Giustizia di Milano dei suoi eletti, con il chiaro obiettivo di catalizzare sempre il dibattito sulla figura del loro leader, ma piuttosto a vicende come quella che ha vede protagonista Ottaviano Del Turco, arrestato 5 anni fa perché a suo carico pendevano "prove schiaccianti" formulate con superficialità, ma che oggi crollano come un castello di sabbia".
"Il tutto, si inquadra perfettamente - prosegue - nelle lungaggini irragionevoli dei processi. Una procedura che è giusto ricordare, viene posta al centro dell'ennesima condanna da parte della Corte Europea per i Diritti dell’Uomo e delle libertà fondamentali, dove all'art. 6, viene riconosciuto l’obbligo di garantire la durata ragionevole dei processi”.
"Una convenzione - conclude la Presidente APM - dimenticata sin troppo spesso dalle autorità nazionali. Tant’è che gli anni sono passati per Del Turco, spogliato della sua dignità e storia politica, dopo aver patito una lunga e dolorosa carcerazione. E’ stato forzatamente costretto alle dimissioni, la sua giunta travolta. Ora, chi chiederà scusa?

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©