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Morello (APM) su morte Rizzoli e sistema penitenziario


Morello (APM) su morte Rizzoli e sistema penitenziario
12/12/2013, 16:23

ROMA - "Nell'esprimere profondo cordoglio per la scomparsa di Angelo Rizzoli alla famiglia ed in particolare alla moglie Melania, mi preme l'obbligo di porre l'attenzione alle Istituzioni tutte, sul disumano sistema di detenzione che vige in Italia, che ha reso l'ex produttore cinematografico al pari di tanti altri detenuti, vittime sacrificali". 
E' quanto dichiara la giurista d'impresa e presidente nazionale APM Lorenza Morello, da sempre attenta osservatrice del sistema penitenziario italiano e più volte al fianco di chi denuncia un regime di detenzione inconcepibile per uomini e donne in gravi condizioni di salute.
"Detenuti che - ricorda - trovandosi in particolari condizioni fisiche e psicologiche, dovrebbero essere avviati a pene alternative e non come quasi sempre accade, tenuti in 'gabbia' a marcire. Come accadde ad Angelo Rizzoli, che debilitato dalla sua malattia, prima di ottenere gli arresti domiciliari, dovette attendere quasi due anni. Nessuna telefonata salvifica arrivò in questo caso. Ma il suo 'calvario' proseguì nel reparto detentivo dell'ospedale Sandro Pertini, dove - in forza di decisioni pregiudiziali - non potè ricorrere all'uso delle stampelle che gli erano indispensabili per qualsiasi movimento". 
"Uno stato delle cose che pone la condizione carceraria spesso con tratti disumani che - prosegue - dovrebbe indurre il Parlamento, ad approvare velocemente, una normativa di legge per far si che si crei una sorta di automatismo per il quale chi è in condizioni gravi accertate ed elencate anche asetticamente da chi ne ha titolo, possa godere rapidamente di sospensione pena o di misura alternativa". 
"Un provvedimento che è tanto più urgente in quanto, l'Italia nel 2012 è stata condannata da Strasburgo per motivi inerenti la mancata tutela della salute. Dunque - conclude Lorenza Morello, vicina alle posizioni politiche del segretario Pd Matteo Renzi - auspico che la scomparsa di Angelo Rizzoli possa, anzi debba, pungolare fattivamente il Legislatore, per far si che in nostro paese possa garantire un sistema penitenziario 'normale e civile' e rientrare nei termini delle regole penitenziarie della Comunità Europea".

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di Redazione
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