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Morello (apm): “su rimborso imu, palesi violazioni di legge.”


Morello (apm): “su rimborso imu, palesi violazioni di legge.”
22/02/2013, 15:29

"Da 48 ore rispondiamo ai telefoni della nostra associazione a persone che, recatesi alla posta o ai Comuni, per chiedere il rimborso Imu, alla risposta che ciò non era possibile, si è sentita truffata". 

E' quanto racconta l'avvocato Lorenza Morello, presidente nazionale APM (Associazione Avvocati per la Mediazione, associazione senza scopo di lucro, per la difesa dei cittadini e dei loro diritti) ai microfoni di Sky, riguardo le lettere che stanno arrivando nelle case degli italiani e che portano la dicitura "Rimborso Imu".

"Una lettera che - prosegue Morello - certamente è ingannevole e immorale, considerando che è palese l'abuso dello stato di bisogno delle persone che si sono recate a chiedere il rimborso, ma è facilmente riscontrabile il reato. Si, un reato penale, la violazione degli art. 96 e 97 legge elettorale 1957".

"Mi preme ricordare - aggiunge la Presidente Apm - che l'art 97 evidenzia come chi usa la forza o il ricatto per convincere una persona o un suo familiare a votare in una certa maniera, è punito con galera e multa. E il contenuto della lettera potrebbe essere inteso a contenuto ricattatorio: "Vota me o non riavrai indietro i soldi che hai pagato per l'IMU. Ancora più interessante è l'art. 96 che risalta chiunque prometta qualsiasi cosa per essere votato, commette il reato in questione, a qualsiasi titolo venga data questa "utilità", compreso il rimborso "IMU", di conseguenza, mandare una lettera simile in teoria potrebbe costituire un reato". 

"Ma il vero dato sorprendente - prosegue ancora Morello - è l'ultimo capoverso: la stessa pena è prevista per chi accetta questa utilità. Ne consegue, in teoria, che chiunque voti a seguito del ricevimento di questa lettera potrebbe essere indagato e condannato per voto di scambio. Naturalmente è una possibilità teorica: innanzitutto perchè il voto è segreto, e per la legge italiana la confessione non ha valore se non suffragata da altre prove. Di conseguenza, è impossibile provare da un punto di vista legale che il reato ci sia stato. Inoltre, è altresì necessario dimostrare che si è votato perchè attirati da quel voto di scambio. In altre parole è un reato morale, perchè anche chi lo compisse non sarebbe perseguibile".

Tuttavia - conclude Morello - l'accaduto è significativo del degrado sociale italiano: siamo giunti al punto che commettere un reato è considerato "solo" campagna elettorale. E soprattutto, è una cosa che non verrà mai sanzionata. Dimostrazione ulteriore che  sembriamo tanto assuefatti che ormai nessuno si indigna più, invece, finalmente, il popolo si è indignato. E taluni stanno pensando ad una class action"

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di Redazione
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