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La Gestapo l'aveva soprannominata "topo bianco"

Morta Nancy Wake, l'utima eroina della Resistenza

Era la donna soldato più decorata della 2° Guerra Mondiale

Morta Nancy Wake, l'utima eroina della Resistenza
09/08/2011, 10:08

Si è spenta a 98 anni l'eroina della Resistenza francese, nonché la donna soldato più decorata della Seconda Guerra Mondiale. Si tratta di Nancy Wake, nata in Nuova Zelanda e cresciuta in Australia. La Gestapo l'aveva soprannominata "topo bianco" per la sua capacità si restare inosservata. Aveva lavorato come giornalista in Europa e aveva sposato un uomo d'affari francese. Rimasta intrappolata in Francia dopo l'invasione nazista, divenne staffetta della Resistenza, quindi sabotatrice e spia. Tradita da infiltrati, fuggì a Londra ma il marito fu torturato e ucciso dalla Gestapo. Successivamente Wake si fece paracadutare in Francia e divenne il principale collegamento tra Londra e i gruppi locali della Resistenza. "Era una donna di coraggio e di risorse eccezionali, i cui exploit temerari hanno salvato la vita di centinaia di soldati alleati e hanno aiutato a mettere fine all'occupazione nazista della Francia", ha detto la premier australiana Julia Gillard. "Oggi la nostra nazione onora una persona veramente eccezionale il cui altruismo, valore e tenacità non saranno mai dimenticati", ha aggiunto. In Nuova Zelanda, il ministro per gli affari dei reduci, Judith Collins, ha detto che Wake rimane un grande modello per tutti coloro che combattono per la libertà. "Nella mia opinione, il solo tedesco buono era un tedesco morto, e più morto era, meglio era", aveva detto in un'intervista di qualche anno fa. Il suo 'carniere' di decorazioni includeva la Legione d'Onore e tre Croci di Guerra dalla Francia, la George Medal dalla Gran Bretagna, e la Medaglia della Libertà dagli Usa. Nel 2004 aveva ricevuto l'onorificenza di Companion of the Order of Australia. Bruce Beresford, il regista australiano premio Oscar per "A spasso con Daisy", ha annunciato che farà un film sulla sua vita. Le riprese dovrebbero iniziare il prossimo anno.

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di Tiziana Casciaro
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