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Usato un cocktail di sostanze radioattive

Morta per avvelenamento Imane Fadil, testimone contro Berlusconi


Imane Fadil, la ragazza morta
Imane Fadil, la ragazza morta
15/03/2019, 08:25

MILANO - Imane Fadil, una delle ragazze che hanno testimoniato contro Silvio Berlusconi nel processo Ruby (sulle cosiddette "cene eleganti" che si tenevano ad Arcore), è morta in ospedale a Milano. La ragazza sarebbe morta il primo marzo, ma si è saputo solo oggi. La procura ha aperto una inchiesta, disponendo l'autopsia, in quanto ci sono sospetti di avvelenamento. Era stata la stessa ragazza, ricoverata in ospedale a gennaio, a rivelare al suo legale il sospetto che fosse stata avvelenata. Sospetti avvalorati anche da alcune anomalie nella cartella clinica. 

Fadil aveva partecipato al processo Ruby ter (cioè quello che vedeva Berlusconi accusato di aver pagato diverse testimoni dei processi Ruby e Ruby bis in cambio di una testimonianza concordata in Tribunale, ndr) come parte civile, prima di esserne esclusa lo scorso gennaio. Pochi giorni dopo l'avvelenamento. La Procura ha anche acquisito le bozze del libro che la Fadil stava scrivendo.

Aggiornamento 16/3, ore 8.25

Le ultime notizie pare confermino ci sia stato un avvelenamento di Imane Fadil. Ma non è stata utilizzata una sostanza tossica, bensì un cocktail di sostanze radioattive. Un sistema molto amato dai servizi segreti russi, dato che permette di uccidere una persona con sicurezza, ma senza lasciare tracce. Infatti i primi effetti si manifestano diversi giorni dopo l'assunzione e quindi - tranne rari casi - la persona colpita non è neanche in grado di dire chi possa avergli somministrato la sostanza letale. Resta da capire come mai, tra le tante ragazze che sono passate per la villa di Arcore per i "bunga bunga" sia stata uccisa proprio lei. Cosa sapeva che non doveva essere rivelato? O cosa ha rivelato che non doveva? Domande che per ora rimangono senza risposta, anche se la Procura confida di trovare qualche indizio nelle bozze del libro che la ragazza stava scrivendo.

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di Antonio Rispoli
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