Cronaca / Sanità

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Morte sospetta giovane in carcere, l'attacco di Marinelli


Morte sospetta giovane in carcere, l'attacco di Marinelli
27/10/2009, 15:10


ROMA - "Sembra che sulla base della nostra recente storia patria il triste fatto di cronaca sia tutto fuorché oscuro: non ci scordiamo infatti i gravi casi della caserma di Bolzaneto al G8 di Genova o la scomparsa del povero Federico Aldrovandi deceduto a Ferrara dopo esser stato pestato a morte da agenti di pubblica sicurezza". Questa la provocazione del responsabile per il Lazio dell'Italia dei Diritti Vittorio Marinelli sull'incerta e poco chiara fine di Stefano Cucchi, 31 anni, arrestato per detenzione di venti grammi di stupefacenti, in ottima salute fino al giorno dell'arresto e poi deceduto all'ospedale Pertini di Roma senza che i familiari avessero potuto vederlo per sei giorni e, quando lo hanno visto, riscontrando anomale tumefazioni sul volto. L'esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro, evidenziando la priorità sul tema dei diritti delle persone negli istituti penitenziari, così conclude: "Nel caso in esame i lati oscuri rimangono tali se non si decide di indagare come si deve per appurare che nelle carceri italiane i minimi diritti civili dei detenuti siano rispettati o meno. Sembra però che nel paese tiri una brutta aria tra richiesta di forca e linciaggi vari. Per fare un esempio solo nel nostro comune di appartenenza, a Roma uno dei primi atti del sindaco Alemanno è stato quello di sopprimere l'ufficio del garante dei diritti dei detenuti".

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di Redazione
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