Cronaca / Sangue

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L'incidente a Mede, durante un intervento su un tetto

Morti bianche, due operai folgorati nel pavese


Morti bianche, due operai folgorati nel pavese
29/06/2009, 17:06

Si allunga la lista delle morti bianche. Questa volta è toccato a due operai che, a Mede, nel pavese, si stavano occupando della copertura di un tetto. L’incidente è avvenuto poco prima delle 15 al civico 26 di via Santirana.  I due erano su un carrello elevatore quando si è consumata la tragedia. Sul posto, secondo quanto riferisce l’Azienda regionale emergenza urgenza (Areu) il 118 ha inviato un’automedica da Pavia e due ambulanze e un elicottero da Milano.
Probabilmente sono entrambi morti sul colpo. L’incidente è avvenuto alle 13.30, quando in tutta la zona salta l’energia elettrica. E’ provocato, secondo i primi rilievi, dal contatto del cestello in ferro con i cavi dell’alta tensione. Poco dopo, i tecnici intervengono sulla zona e riescono a ripristinare la centralina. Nel frattempo il cestello, forse per il peso dei due operai, si è spostato: nessuno lo nota, nessuno lancia l’allarme. Sono già passate un paio d’ore quando un contadino, poco dopo le 15, alla guida del suo trattore, nota il cestello elevatore sul tetto nei pressi della cascina di Mede. Vede anche i due corpi penzoloni ed immediatamente chiama i soccorsi. Solo a quel punto scatta l’allarme ed ambulanze e vigili del fuoco si dirigono sul posto.
Il recupero dei due corpi è difficoltoso, si deve nuovamente interrompere l’energia. Il corpo del primo operaio viene recuperato direttamente dal cestello. Per il secondo è necessario far scendere tutta la piattaforma. Non è chiaro da quanto tempo sia avvenuto l’incidente, i soccorritori tentano le manovre di rianimazione nella speranza di poter salvare la vita ai due operai, ma è tutto inutile.
Non sono state finora rese note le generalità delle due vittime perché si stanno cercando i parenti. Per il momento si sa solo che erano entrambi trentenni, residenti a Broni, e che uno era il titolare di una piccola impresa edile, l’altro era il suo aiutante.

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di Nico Falco
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