Cronaca / Nera

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Cappellacci: "Una tragedia immane"

Morti bianche nella raffineria Saras, tre operai uccisi dalle esalazioni


Morti bianche nella raffineria Saras, tre operai uccisi dalle esalazioni
26/05/2009, 18:05

Tre operai sono morti oggi all’interno degli impianti della raffineria Saras a Sarroch (Cagliari). Si tratta di Daniele Melis, 26 anni, Luigi Solinas, 27 anni, e Bruno Muntoni, 52 anni; erano dipendenti di una ditta esterna e vivevano a Villa San Pietro, in provincia di Cagliari; Muntoni era sposato e padre di tre figli. L’incidente si è verificato intorno alle 14. I tre si trovavano in un impianto di desolforazione (Nh51),  in un ambiente chiuso che, secondo le ricostruzioni, si sarebbe saturato di esalazioni da ossidi di azoto, altamente tossiche, lasciandoli senza scampo ed uccidendoli in una manciata di minuti.

La squadra di operai impegnata nei lavori di manutenzione era costituta da quattro persone. Secondo le norme di sicurezza, due operai devono restare all’esterno mentre gli altri due procedono materialmente con l’intervento, entrando nell’enorme cisterna capace di contenere fino a 100mila litri di gasolio in lavorazione. Qualcosa però non è andato per il verso giusto durante l’intervento. I colleghi di lavoro delle vittime hanno riferito che un primo operaio si sarebbe sentito male intorno alle 13.30 e l’altro avrebbe chiesto aiuto ai due rimasti all’esterno. Tutti a quel punto sarebbero entrati per aiutare il collega in difficoltà, ma solo uno di loro ha fatto ritorno. Subito dopo l’incidente gli operai sono stati invitati a mettere in sicurezza gli impianti e ad abbandonare lo stabilimento.

Intorno alle 16 c’è stata una piccola manifestazione di alcuni operai che lavorano presso la raffineria Saras, quasi tutti con contratto a tempo determinato. Le proteste hanno sottolineato come, ancora oggi, sia facile morire malgrado le misure di sicurezza disponibili e per uno stipendio che a stento basta per arrivare a fine mese.

Il presidente e l’amministratore delegato della Saras, Gianmarco e Massimo Moratti, sono in partenza per la Sardegna e sono attesi per le prossime ore alla Saras. Nello stabilimento si trovano già il direttore generale, quello finanziario e quello del personale. L’impianto tratta ogni giorno 300.000 barili, ovvero il 15 per cento dell’intera raffinazione in Italia.

La Saras ha diffuso una nota sull’accaduto. “Con profondo dolore, - si legge, - comunichiamo che oggi alle ore 13.50 presso la raffineria di Sarroch si è verificato un tragico evento che ha causato il decesso di tre dipendenti della ditta Comesa. Il tragico evento è avvenuto presso l'impianto Mhac1, fermo per manutenzione programmata”. “Sul luogo dell'incidente sono intervenuti subito i medici dell'azienda i quali, nonostante i ripetuti tentativi di rianimazione, hanno potuto solo constatare il loro decesso - prosegue la nota dell'azienda - . Sono state immediatamente avvisate le autorità competenti e interrotte tutte le attività di manutenzione dello stabilimento. Il presidente, l'amministratore delegato e tutta la Direzione stanno seguendo la ricostruzione dei fatti unitamente agli inquirenti”.

Il presidente Napolitano ha contattato il prefetto di Cagliari per avere informazioni sulla dinamica dell’incidente in cui sono rimasti uccisi tre operai. Il capo dello Stato ha inoltre pregato il prefetto di esprimere la sua vicinanza e il suo cordoglio a nome di tutto il Paese ai familiari delle vittime.

Ugo Cappellacci, governatore della Sardegna, ha parlato di “una tragedia immane”. Il presidente della Regione, che quando si è verificato l’incidente era impegnato in una riunione, ha sospeso l’incontro per recarsi subito a Sarroch.

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di Nico Falco
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