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Il cordoglio di Napolitano e l'omaggio della Rai

Morto Giorgio Bocca, domani l'ultimo saluto a Milano

L'11 gennaio l'inedito: "Grazie, No!". Indignatevi!

Morto Giorgio Bocca, domani l'ultimo saluto a Milano
26/12/2011, 17:12

MILANO - Si svolgeranno domani mattina alle 11 nella basilica di San Vittore al Corpo a Milano i funerali di Giorgio Bocca, morto ieri dopo una breve malattia. L'Anpi di Milano partecipa "al profondo dolore per la scomparsa del comandante partigiano Giorgio Bocca". "Lo ricorderemo -rende noto - sempre tra le figure di spicco del movimento partigiano e per essere rimasto sempre coerente a quella sua fondamentale scelta di campo per la liberta' e la democrazia maturata durante la Resistenza''. Sulla stessa lunghezza d'onda il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha appreso con commozione la triste notizia della scomparsa di chi ricorda come "la figura di spicco del movimento partigiano rimasto sempre coerente con quella sua fondamentale scelta di campo per la liberta' e la democrazia''. ''Dedicatosi subito al giornalismo di inchiesta e di battaglia civile - ha dichiarato il Capo dello Stato - Giorgio Bocca ha scandagliato nel tempo la realta' del nostro Paese e le sue trasformazioni sociali con straordinaria intransigenza e combattivita'''. ''Con sentimenti di riconoscenza per il suo vigoroso impegno - conclude Napolitano - partecipo al cordoglio della famiglia e del mondo dell'informazione". Tra i grandi protagonisti del giornalismo italiano, Giorgio Bocca, scomparso all'eta' di 91 anni, ha raccontato nei suoi articoli e nei suoi libri l'ultimo mezzo secolo di vita italiana con rigore analitico e passione civile, improntando sempre il suo stile alla sintesi e alla chiarezza. Nato a Cuneo il 28 agosto del 1920, Bocca inizio' a scrivere gia' a meta' degli anni '30, su periodici locali e poi sul settimanale cuneese La Provincia Grande. Durante la guerra si arruolo' come allievo ufficiale alpino e dopo l'armistizio fu tra i fondatori delle formazioni partigiane di Giustizia e Liberta'. Riprese allora l'attivita' giornalistica, scrivendo per il giornale di GL, poi lavorando per la Gazzetta del Popolo, per l'Europeo e per Il Giorno e segnalandosi per le grandi inchieste. Nel 1976 fu tra i fondatori del quotidiano la Repubblica, con cui ha sempre continuato a collaborare. Al suo attivo, in una carriera cinquantennale, anche numerosi libri, che spaziano dall'attualita' politica e dall'analisi socioeconomica all'approfondimento storico e storiografico, senza mai dimenticare la sua esperienza partigiana. Tra le sue opere: Storia dell'Italia partigiana (1966); Storia dell'Italia nella guerra fascista (1969); Palmiro Togliatti (1973); La Repubblica di Mussolini (1977); Il terrorismo italiano 1970-78 (1978); Storia della Repubblica italiana - Dalla caduta del fascismo a oggi (1982); Il provinciale. Settant'anni di vita italiana (1992); L'inferno. Profondo sud, male oscuro (1993); Metropolis (1994); Piccolo Cesare (2002, dedicato al fenomeno Berlusconi, libro che segno' il passaggio di Bocca da Mondadori, suo editore da oltre dieci anni, a Feltrinelli); Le mie montagne (2006); E' la stampa, bellezza (2008). Annus Horribilis, Milano, Feltrinelli (2010). Fratelli Coltelli (1948-2010 L'Italia che ho Conosciuto), Milano, Feltrinelli (2010). Nell'aprile 2008 Bocca ha vinto il premio Ilaria Alpi alla carriera.

L’INEDITO: “GRAZIE, NO!”. I PUNTI SUI QUALI INDIGNARSI
Nel libro che uscirà postumo per Feltrinelli, l’11 gennaio, Giorgio Bocca protesta contro le scorciatoie del pensiero unico, a cui a suo avviso bisogna rispondere con un secco diniego. "La gente oggi è più ricca, ma è peggiorata culturalmente e intellettualmente” dice nella video-intervista che accompagna la scheda del volume. E ancora: '”E’ una crisi di cui nessuno sa niente, nessuno sa quando è cominciata e come finirà. Mai nella storia dell’umanità si era arrivati ad una oscurità di questo genere”. Con “Grazie, No!” Bocca ci lasciai un pamphlet contro chi si è assuefatto all’Italia di oggi, dove cose che dovrebbero farci indignare passano sotto silenzio, discorsi che non si dovrebbero sopportare sono ormai moneta corrente, idee come minimo discutibili sono invece comunemente accettate. Ed elenca sette punti a cui ribellarsi, sui quali indignarsi. Sono: La crescita folle; La produttività, il nuovo dio; La lingua impura; Il dominio della finanza; La corruzione generale; La fine del giornalismo; L’Italia senza speranza.

L’OMAGGIO DELLA RAI
Grande attenzione per la scomparsa di Giorgio Bocca da parte della Rai, che ha adeguato e modificato la sua normale programmazione per ricordare il grande giornalista. Su Rai2 questa sera verrà riproposta una puntata speciale de “La storia siamo noi”, curata da Giovanni Minoli, incentrata proprio sulla figura del giornalista e scrittore scomparso. Sempre questa sera Rai3 ricorda Giorgio Bocca mandando in onda alle 23:30 “Match”, un dibattito televisivo del 1978 tra Giorgio Bocca e Indro Montanelli, moderato da Alberto Arbasino. “Ci è sembrato doveroso modificare la programmazione natalizia - afferma il direttore di Rai3 Antonio Di Bella - per rendere omaggio a uno dei maestri del giornalismo italiano”. Domani il Tg1, dalle 10.50 alle 11.05, sarà in diretta dalla Basilica di San Vittore al Corpo a Milano, con testimonianze dei colleghi ed amici del grande scrittore, per seguire i funerali. Anche su RaiNews verrà dato ampio spazio al ricordo di Bocca con dirette e servizi, così come tutte le testate Rai daranno spazio ai funerali di Bocca con servizi ed interviste durante tutte le edizioni dei Tg e dei Giornali Radio.

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di Tiziana Casciaro e Antonio Formisano
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