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Giorgio Napolitano: esempio di coerenza e Integrita'

Morto l'ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro

La notizia apparsa su Twitter e confermata dai parlamentari

Morto l'ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro
29/01/2012, 12:01

ROMA - È morto nella notte a Roma l’ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. A dare l'ufficialità alla notizia alcune fonti parlamentari, ma prima ancora la voce si era immediatamente diffusa su Twitter, bruciando sul tempo tutte le agenzie di stampa. Il presidente emerito della Repubblica, famoso per il suo "Io non ci sto" ai vari partiti politici, si è spento all’età di 93 anni. Nato a Novara il 9 settembre 1918, fu eletto deputato ininterrottamente dal 1946 al 1992, quando, durante la sua presidenza della Camera dei deputati, fu eletto Presidente della Repubblica. Divenne Capo dello Stato in uno dei periodi più bui della storia Repubblicana, scandito dal tintinnio delle manette di Tangentopoli e dagli attentati della mafia siciliana. Poco prima, in un terribile attentato, vennero uccisi il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo, e gli agenti della scorta.
In precedenza era stato Ministro dell'Interno nel Governo Craxi. La sua ultima militanza politica nel Partito Democratico. I funerali si terranno domani in forma privata a Santa Maria in Trastevere, a Roma. Il saluto al presidente emerito potra' essere reso nella chiesa di Sant'Egidio, nella piazza omonima, nella stessa giornata di domani dalle 10.30 alle 13.30.

LA VITA POLITICA -
Scalfaro, insieme a Sandro Pertini (che presiedette come membro anziano il Senato nel 1987) ed Enrico De Nicola (presidente della Camera, del Senato e della Repubblica dal 1º gennaio all'11 maggio 1948), ha ricoperto tutte le tre più alte cariche dello Stato: è infatti stato Presidente della Repubblica e Presidente della Camera, oltre ad avere presieduto provvisoriamente il Senato all'inizio della XV Legislatura.
 
BIOGRAFIA - Vedovo di Maria Inzitari dalla quale ha avuto una figlia Marianna. Si laurea in Giurisprudenza nel 1941 ed è chiamato alle armi e assegnato al 38° Reggimento di Fanteria a Tortona. Sottotenente di Commissariato in Sicilia è congedato, in quanto magistrato, nell'ottobre del 1942.
Presidente dell'Azione Cattolica della Diocesi di Novara e Delegato Regionale per il Piemonte.
Viene eletto Deputato all'Assemblea Costituente il 2 giugno 1946 nelle liste della Democrazia Cristiana risultando capolista della circoscrizione Torino-Novara-Vercelli.
E' eletto Deputato al Parlamento in tutte le legislature dal 1948 al 1992.
Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri dal 1954 al 1955 (Governo Scelba) si adopera attivamente per il rientro di Trieste all'Italia, per l'accoglienza dei profughi giuliano-dalmati e per l'attuazione degli accordi De Gasperi-Gruber riguardanti l'Alto Adige.
Sottosegretario di Stato al Ministero della Giustizia dal 1955 al 1958 (1° Governo Segni -Governo Zoli) promuove e porta all’approvazione la legge che consente alle donne l’accesso alla carriera di magistrato.
Sottosegretario di Stato al Ministero dell'Interno dal 1959 al 1962 (2° Governo Segni -Governo Tambroni - 3° Governo Fanfani) promuove e porta all'approvazione la legge che istituisce la Polizia femminile.
Vice Segretario Politico della Democrazia Cristiana nel 1965 e nel 1966.
Ministro dei Trasporti e dell'Aviazione Civile dal 1966 al 1968 (3° Governo Moro - 2° Governo Leone) e successivamente nel 1972 (1° Governo Andreotti) affronta per la prima volta nella storia delle Ferrovie il tema dell'Alta Velocità avviando la costruzione della "direttissima" Roma-Firenze, sopprime alcuni enti inutili dipendenti dal Ministero e attua il riordino della Motorizzazione Civile abolendo riscossioni non dovute. In questa veste conclude con i sindacati delle Ferrovie anche il primo accordo riguardante l'esercizio del diritto di sciopero.
Ministro della Pubblica Istruzione nel 1972 (2° Governo Andreotti).
Vice Presidente della Camera dei Deputati dal 1975 al 1983, durante la presidenza dell'On. Pietro Ingrao e dell'On. Nilde Jotti.
Ministro dell’Interno dal 1983 al 1987 (1° Governo Craxi – 6° Governo Fanfani) promuove e stipula i primi accordi internazionali con i Paesi della Comunità europea, con Israele e con i governi africani dell’area mediterranea per la lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata, affermando che in questo campo “nessuno vince da solo e nessuno perde da solo”.
Nell’aprile del 1987, dopo le dimissioni del Governo presieduto dall’on. Craxi, il Presidente della Repubblica Cossiga gli conferisce l’incarico di formare il nuovo Governo ma, constatata l’impossibilità di comporre un Gabinetto di coalizione, rinunzia all’incarico dichiarandosi indisponibile a formare un governo monocolore democratico-cristiano.
E' eletto Presidente della Camera dei Deputati il 24 aprile 1992 e Presidente della Repubblica il 25 maggio dello stesso anno.

L'ESPLOSIONE DI TANGENTOPOLI -
Sin dall'inizio del suo mandato Scàlfaro è chiamato ad affrontare la più grave crisi della storia repubblicana con preoccupanti manifestazioni sul piano politico ed economico.
Esplode il fenomeno di "Tangentopoli" che provoca un serio affievolimento della rappresentatività della politica e nel contempo si verifica anche una inquietante perdita della capacità di acquisto della moneta, con evidenti ripercussioni di carattere generale. Si sforza in ogni circostanza di rincuorare il Paese e di rassicurare gli osservatori internazionali sulla saldezza delle istituzioni italiane. E' anche frutto di questa azione se la lira, nonostante le previsioni negative di molti, giunge all'approdo nell'Euro.

LA SECONDA REPUBBLICA -
Durante questi "sette anni drammatici", come li definisce la stampa, Scàlfaro difende costantemente i valori fondanti della Repubblica contenuti nella prima parte della Carta Costituzionale, auspicando che ogni possibile modifica della seconda parte della Costituzione avvenga a larga maggioranza con il concorso delle forze politiche sia di governo che di opposizione. Così per la legge elettorale.
Anche sul piano internazionale è intensa la sua attività. Numerose sono le visite di Stato da lui compiute sia in Paesi ove mai in precedenza erano state effettuate sia in quelli ove è consistente la presenza italiana in termini di comunità e di relazioni economiche.
Un altro tema da lui ritenuto "doloroso", sul quale si è incentrata costantemente l'azione di stimolo di Scàlfaro, durante il suo settennato, è stato quello dell'emergenza-lavoro con particolare riguardo all'occupazione giovanile e al Mezzogiorno.
Per favorire il giuramento e l'insediamento del suo successore Scàlfaro, in anticipo sulla scadenza del mandato, si dimette il 15 maggio 1999.

NAPOLITANO: ESEMPIO DI COERENZA E INTEGRITA' - "E' con profonda commozione - afferma Napolitano -che rendo omaggio alla figura di Oscar Luigi Scalfaro nel momento della sua scomparsa, ricordando tutto quel che egli ha dato al servizio del paese, e l'amicizia limpida e affettuosa che mi ha donato".
"E' stato un protagonista della vita politica democratica nei decenni dell'Italia repubblicana, esempio di coerenza ideale e di integrità morale. Si è identificato col Parlamento, cui ha dedicato con passione la più gran parte del suo impegno. Da uomo di governo, ha lasciato l'impronta più forte nella funzione da lui sentitissima di ministro dell'Interno. Da Presidente della Repubblica, ha fronteggiato con fermezza e linearità periodi tra i più difficili della nostra storia. Da uomo di fede, da antifascista e da costruttore dello Stato democratico, ha espresso al livello più alto la tradizione dell'impegno politico dei cattolici italiani, svolgendo un ruolo peculiare nel partito della Democrazia Cristiana".
 "Mai dimenticando la sua giovanile scelta di magistrato, Oscar Luigi Scalfaro ha avuto sempre per supremo riferimento la legge, la Costituzione, le istituzioni repubblicane. In questa luce sarà ricordato e onorato- conclude - innanzitutto da quanti come me hanno potuto conoscere da vicino anche il calore e la schiettezza della sua umanità".

 
 

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di Davide Gambardella e Rosario Scavetta
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