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L’uomo paralizzato da 7 anni

Morto Tony Nicklinson, l'uomo che lottava per l'eutanasia


Morto Tony Nicklinson, l'uomo che lottava per l'eutanasia
22/08/2012, 21:11

GRAN BRETAGNA – Completamente paralizzato dal 2007, aveva chiesto di porre fine alla sua vita attraverso l’eutanasia. L’alta Corte di Londra -venerdì scorso- ha respinto categoricamente la sua richiesta. È la triste storia di Tony Nicklison. L’uomo aveva solo chiesto di morire, per porre fine alle sue sofferenze e proprio oggi Tony è morto nella sua casa in Wilthsire. Nicklison, 58 anni soffriva dalla sindrome di Locked-In dopo essere stato colpito da un ictus. Venerdì, dopo aver appreso la notizia del rifiuto era scoppiato in lacrime e la sua foto era apparsa il giorno dopo sulle principale testate del Regno Unito. Un immagine che aveva scosso le coscienze inglese.
L'uomo, padre di due figli, aveva rilasciato un’intervista su Twitter, attraverso un complesso sistema legato al movimento delle palpebre, aveva spiegato: “La mia vita è stare seduto su una sedia per sei ore senza potermi muovere, senza alcuna dignità, con la saliva che mi scende dalla bocca”. Nicklison non era in grado di uccidersi da solo e non voleva nemmeno che qualcuno dei suoi parenti e o dei suoi medici finisse nei guai aiutandolo a togliersi la vita. Tony è l'unica persona al mondo nelle sue condizioni ad aver usato i social media per comunicare con il resto del mondo. In Gran Bretagna il suicidio assistito è vietato dalla legge ma ora sono previste alcune eccezioni che consentono al giudice di decidere con ampi margini di discrezionalità. La famiglia di Nicklinson ha postato un messaggio sul suo profilo Twitter che dice: “Mio padre è morto in pace di cause naturali. Aveva 58 anni e ci ha chiesto di scrivere queste parole: ‘Addio mondo, il mio momento è arrivato, mi sono divertito abbastanza’“. Poi i figli hanno aggiunto: “Grazie a tutti per il supporto in questi anni. Ora vi chiediamo un po' di privacy in questo momento di dolore”. Il primo messaggio di Nicklison pubblicato il 14 giugno aveva portato in poche ore 15 mila persone a seguire il suo profilo.

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di Erika Noschese
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