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Mostra fotografica "I giganti del golfo" di Giuseppe Farace alla Feltrinelli Libri e Musica


Mostra fotografica 'I giganti del golfo' di Giuseppe Farace alla Feltrinelli Libri e Musica
09/01/2012, 11:01

Martedì 10 gennaio alle ore 12, la mostra sarà mostrata in anteprima alla stampa. Insieme al fotografo, saranno presenti Giovanni Capasso, responsabile dell'associazione Marevivo per la Campania, che promuove da anni una campagna per l'abolizione definitiva delle reti derivanti, e una rappresentanza della Capitaneria di Porto/Guardia Costiera di Napoli, recentemente protagonista di una difficile operazione di salvataggio di cinque capodogli rimasti intrappolati in una rete al largo delle coste campane.



Non è possibile descrivere l'emozione che si prova immergendosi accanto a un enorme capodoglio e incrociando il suo sguardo curioso e mite. È stata sicuramente una delle esperienze più intense che abbia vissuto nel corso della mia carriera di reporter. Ho voluto documentare fotograficamente la presenza dei grandi cetacei nel mio mare, il Golfo di Napoli, per mostrare a tutti questa realtà poco conosciuta.



Un reportage del fotografo e giornalista Giuseppe Farace, esperto in ripresa naturalistica e sottomarina, che documenta la presenza di enormi capodogli e balenottere comuni nel Golfo di Napoli. Particolarmente spettacolari le immagini subacquee di un capodoglio di 15 metri, scattate in apnea.

Giuseppe Farace, che è anche istruttore subacqueo, ha iniziato a fotografare dal 1976. Le sue foto sono pubblicate dalle più note riviste italiane e straniere di mare. E il mare è il mondo di Giuseppe Farace, navigatore senza soste.

Nel corso delle sue traversate nel Mediterraneo, al timone di un catamarano a vela, ha incontrato le micidiali reti derivanti; questi dannosissimi strumenti di pesca fuorilegge provocano lo sterminio dei cetacei e causano notevoli problemi alla navigazione, soprattutto di notte. Farace ha presentato una denuncia alla Guardia Costiera, fornendo indicazioni dettagliate sulla posizione delle reti.

Questo il suo racconto: < Ho vissuto una brutta esperienza durante una traversata estiva dal Golfo di Napoli alle isole Eolie, andata e ritorno senza tappe. Sono partito da Casamicciola alle 11,30 raggiungendo le coste calabresi a mezzanotte. Qui ho dovuto deviare la mia rotta per la presenza di reti segnalate da boe luminose. Ho visto almeno sei pescherecci che operavano nella zona. Di ritorno, sempre di notte, all'1,40 circa, ho notato altri segnali luminosi. L'intrico delle reti era assolutamente impenetrabile e ho dovuto virare in mare aperto per evitare di rimanere bloccato. Per oltre tre ore, fino alle 4,53, ho dovuto fare manovre per evitare le reti, aiutato da due membri dell'equipaggio che illuminavano il mare con delle torce. Il notevole ritardo accumulato rispetto al mio piano di navigazione non mi ha permesso di evitare una perturbazione con mare molto mosso al largo di Capri. E' stato un vero e proprio incubo! La Comunità europea ha imposto da tempo l'abolizione delle reti derivanti che catturano e uccidono tutto ciò che nuota in alto mare, comprese le specie protette, tra cui delfini, balene e tartarughe marine, e rendono molto pericolosa la navigazione. Nel Tirreno, invece, l'uso delle reti derivanti, dette anche 'spadare', è purtroppo diffuso soprattutto d'estate. La Guardia Costiera di Napoli, nell'agosto del 2004, liberò cinque capodogli, due femmine e tre piccoli, intrappolati in una rete derivante al largo di Palinuro. Ma è estremamente difficile il controllo in mare aperto>.

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di Redazione
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