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La procura di Firenze: "L'omicidio non si prescrive"

Mostro di Firenze: si cercano ancora i mandanti


Mostro di Firenze: si cercano ancora i mandanti
02/05/2012, 21:05

FIRENZE - «L'omicidio non si prescrive», si limitano a rispondere in procura a Firenze a chi chiede se ci siano ancora inchieste in corso sugli omicidi del Mostro: otto coppiette uccise dal 1968 al 1985. Le indagini portarono alle condanne definitive di Mario Vanni e Giancarlo Lotti, accusati di essere gli esecutori materiali di una parte dei duplici omicidi. Pietro Pacciani, invece, morì in attesa di giudizio, dopo una condanna in primo grado, un'assoluzione in appello e un annullamento della Cassazione. Ma le indagini non si sono fermate. Secondo la procura di Firenze, sopra i compagni di merende c'era un secondo livello: i mandanti. Fra loro, sostengono i magistrati, ci sarebbe stato l'ex farmacista di San Casciano, Francesco Calamandrei, morto oggi a 71 anni. Da quell'accusa Calamandrei venne assolto nel 2008 «perchè il fatto non sussiste», sentenza divenuta poi definitiva. Nessun altro processo è stato celebrato a Firenze per vicende legate al Mostro. Nelle motivazioni dell'assoluzione, però, il giudice scriveva che erano in corso ancora tre inchieste: ad oggi, comunque, non hanno portato a richieste di rinvii a giudizio. La prima era sulle altre persone che, secondo la procura, avrebbero fatto parte del secondo livello: uno stilista, un medico di malattie tropicali, un orefice, un imprenditore e un ortopedico. I magistrati ritengono che siano stati loro i mandanti almeno degli ultimi quattro duplici omicidi, commissionati per ottenere i feticci - le parti di corpo delle ragazze uccise - da usare in festini e riti satanici. Teatro di quegli incontri sarebbe stata una villa nella provincia di Firenze, dove abitavano un tedesco e un americano di colore (entrambi deceduti). Questi ultimi, secondo i magistrati, sarebbero stati i capi del gruppo dei mandanti. «Nel momento in cui Vanni li individua - spiegò in aula il pm Crini ripercorrendo una testimonianza del compagno di merende - ci indica chi sono per lui i veri responsabili» dei delitti del mostro. La seconda inchiesta (poi archiviata) era a carico di un ex carabiniere di San Casciano «quale possibile fornitore delle armi» agli autori dei delitti del mostro. La terza, nella quale era indagato anche lo stesso ex militare, riguardava la morte di Renato Malatesta, marito di una delle donne frequentate dai compagni di merende: per i pm ci sarebbero dubbi sul fatto che l'uomo, morto impiccato, si sia suicidato.

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di Valerio Esca
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