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L'azienda nega di usare latte estero

Mozzarelle blu: sequestrate quelle con marchio Granarolo


Mozzarelle blu: sequestrate quelle con marchio Granarolo
23/07/2010, 15:07

RIVOLI (TORINO) - Nuovo sequestro di mozzarelle blu, quelle affette da un batterio, lo pseudomonas fluorescens, che a contatto con l'aria le colora di una tonalità azzurra. Secondo La Stampa, questa volta il marchio è di quelli famosi: la Granarolo di Bologna. L'azienda in un comunicato smentisce di avere acquistato il latte dalla Milchwerk Jager, la società tedesca da cui era partito il latte della partita scoperta a giugno. in un comunicato l'azienda precisa: "Effettuiamo regolarmente analisi, nell'ambito dei sistemi di autocontrollo, sia sul processo produttivo, sia sulle acque, che non evidenziano alcuna irregolarità. Siamo stati sottoposti recentemente a controlli da parte delle Autorità sanitarie, nell'ambito dei quali sono stati prelevati campioni ufficiali (acque e mozzarelle) che sono stati analizzati e risultano perfettamente conformi. Non abbiamo mai acquistato latte, mozzarella, semilavorati o ingredienti dalla società tedesca Jaeger, che invece è stata nostra fornitrice, ma esclusivamente di provole dolci (prodotti finiti confezionati). La nostra mozzarella viene fatta in Italia; se sulla confezione è riportata la dicitura 'solo latte fresco italiano' significa che la materia prima è esclusivamente italiana".
Ma la difesa dell'azienda non convince, tanto che il Codacons ha annunciato che presenterà una denuncia contro la società bolognese per pubblicità ingannevole: "Qualora fosse vera questa circostanza e i prodotti Granarolo non venissero realizzati esclusivamente con materie prime italiane vi sarebbe un danno non solo per i consumatori, ma anche per l'economia nazionale". Anche la Federconsumatori rilancia la poca chiarezza delle etichette dei prodotti lattiero-caseari: "Con specifico riferimento ai prodotti lattiero caseari, la carenza e le lacune della normativa in materia di etichettatura agevolano comportamenti fraudolenti e la produzione e messa in commercio di alimenti contraffatti, sofisticati, adulterati e, talvolta, addirittura pericolosi. Per questo serve l'introduzione dell'obbligo di indicazione della provenienza geografica negli elementi di conoscenza del prodotto alimentare".

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di Antonio Rispoli
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