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Oltre al reato di ostacolo all'attività di vigilanza

Mps: Pm a lavoro, spuntano i primi indagati per truffa

In undici mesi, otto bonifici internazionali

Mps: Pm a lavoro, spuntano i primi indagati per truffa
29/01/2013, 09:31

SIENA  -  I pm di Siena,  Antonio Nastasi, Aldo Natalini e Giuseppe Grosso, hanno iscritto nel registro degli  indagati, in merito alla vicenda del Monte Paschi di Siena, Gianluca Baldassarri, fino a marzo direttore centrale e responsabile dell’area Finanza del gruppo, e Giuseppe Mussari, ex presidente di Mps. Per loro l’accusa è di truffa ai danni degli azionisti. In particolar modo per Baldassarri la posizione potrebbe aggravarsi, perché gli investigatori hanno scoperto che negli ultimi anni avrebbe riportato in Italia 20 milioni di euro grazie allo scudo fiscale, una somma che non era compatibile con la sua retribuzione mensile.  I magistrati si aspettano che l’ex manager Mps possa spiegare come li aveva messi da parte, altrimenti gli investigatori potrebbero sospettare che si tratti di una fetta del sovrapprezzo di Antonveneta.

In questo modo, il reato di truffa si aggiunge a quelli di ostacolo all'attività di vigilanza e manipolazione di mercato, contestati ad Antonio Vigni, ex direttore generale, Tommaso Di Tanno, presidente del collegio dei revisori Mps, Leonardo Pizzichi e Pietro Fabretti, entrambi del collegio.  Sono loro ad aver firmato la lettera indirizzata a Bankitalia che consentì di strappare il consenso all’acquisizione di Antonveneta.

Ora  la procura con una rogatoria internazionale ha acquisito i bilanci della Banca Santander. I pm senesi vogliono chiarire come siano stati iscritti nel bilancio dell'istituto spagnolo Santander i quasi diciotto miliardi pagati da Mps per l'acquisizione di Antonveneta. Perché oltre ai 10 miliardi e 300 milioni, per l'acquisto, Mps si è accollata i debiti che Antonveneta aveva nei confronti dell'olandese Abn Amro, oltre 7 miliardi. Dalle casse del Monte dei Paschi sono così usciti, in undici mesi, otto bonifici con destinazione Amsterdam, Madrid e Londra. L'elenco è agli atti dell'inchiesta. Intanto, Marco Cardia, figlio dell’ex numero uno della Consob, ha fatto sapere di non aver mai svolto alcuna attività professionale per Mps.

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di Rosario Scavetta
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