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MR.CAPELLO NEL MIRINO DEL FISCO ITALIANO


MR.CAPELLO NEL MIRINO DEL FISCO ITALIANO
09/04/2008, 10:04

 

Nuovi guai per Fabio Capello. L'inchiesta sui conti all'estero dell'attuale Ct dell'Inghiterra si allarga alla famiglia Sensi proprietaria della Roma allenata dal mister di Pieris prima di passare alla Juventus. Una relazione di 200 pagine consegnata alcuni giorni fa in procura dalla Guardia di Finanza, secondo quanto riporta oggi il quotidiano La Stampa, ha analizzato i redditi dell'attuale guru della Nazionale d'oltremanica dal 2004 al 2006. Secondo quanto riporta il quotidiano nell'inchiesta sarebbero finiti oltre a Franco Sensi e alle figlie Rosella e Maria Cristina (che hanno smentito), Enrico Preziosi, presidente del Genoa, la moglie di Capello, Laura Ghisi, i figli Edoardo e Pierfilippo, cinque professionisti dello studio Severgnini e due dello studio Guardamagna entrambi di Milano. A Capello viene contestata un' evasione di 16 milioni di euro legata a contratti siglati quando allenava la Roma. Secondo gli investigatori il mister avrebbe firmato un contratto simulato con la società: attraverso la ''sport 3000 sa'' con sede in Lussemburgo, avrebbe garantito la fornuitura di profumi e accessori con il marchio Don Fabio e Fabio Capello, ma consegnati solo in minima parte. La prima fornitura sarebbe stata pagata 2,1 milioni di euro, ma contabilizzate nel bilancio giallorosso solo per 100mila euro. In questo giro che vede come destinatario finale la società ''the Capello family Trust'', l'allenatore avrebbe risparmiato il 45% di tasse mentre la societa' avrebbe evitato di pagare contributi e previdenza.
Il filone genoano invece riguarderebbe la vendita avvenuta all'estero di una partecipazione della ''Giochi Preziosi'' posseduta da Capello al presidente della societa' e maggiore azionista, Enrico Preziosi. Il terminale delle somme, come era già emerso nel gennaio scorso, è stata la società Sport 3000 che ha sede in Lussemburgo. Attraverso quest'ultima Capello si impegnava a fornire profumi, capi di abbigliamento e vari accessori col suo marchio. Secondo la procura di Torino queste forniture sarebbero arrivate solo in parte alla Roma, che poi non avendole ritirate pagò una penale. Per gli inquirenti si sarebbe trattato di un sistema per evadere il fisco. Il nome di Preziosi compare per un secondo filone di indagine che riguarda una partecipazione azionaria di Capello nella Giochi Preziosi. Dopo alcuni riassetti societari Capello avrebbe ceduto la propria partecipazione a un ''trust'' nella Manica del presidente del Genoa evitando così il pagamento di tasse. Va ricordato che quando un paio di mesi fa uscirono le prime voci sull'inchiesta ai danni di Capello, i tabloid inglesi si scatenarono, dando grande risalto alla notizia. E dalla Federazione inglese, malgrado le parole di 'conforto', emerse un certo imbarazzo...
 
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di Giancarlo Borriello
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