Cronaca / Giudiziaria

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Figlia dell’ex premier parla della condanna di Mulè

Mulé condannato, parla Marina Berlusconi: “Una vergogna”


Mulé condannato, parla Marina Berlusconi: “Una vergogna”
23/05/2013, 17:54

"La libertà di stampa non può essere chiusa in una prigione. La critica, anche la più dura, a patto che non scada nell'insulto o nella menzogna, è il sale del confronto democratico, al quale nessuno può pensare di sottrarsi''. È quanto dichiarato dalla figlia del Cavaliere, Marina Berlusconi, presidente di Mondadori, commentando la condanna pari a 8 mesi di reclusione inflitta al direttore di Panorama e un anno per il giornalista Andrea Marcenaro.
"Panorama - sottolinea Marina Berlusconi in una nota - ha ancora una volta soltanto fatto, e bene, il proprio mestiere. Anche di fronte ad una sentenza che lascia senza parole, continuerà come sempre ad esercitare la sua funzione di attento, acuto, e profondamente libero protagonista della vita del Paese. Al direttore Giorgio Mulé, agli altri colleghi condannati e all'intera redazione, tutta la solidarietà e la stima che si sono conquistati con il loro lavoro".
Giorgio Mulé è stato condannati a 8 mesi di reclusione, senza sospensione condizionale della pena, con l’accusa di diffamazione ai danni del procuratore di Palermo, Francesco Messineo. I fatti risalirebbero al 2010 quando il direttore pubblicò un articolo, che parlava per l’appunto del procuratore Messineo, sul settimanale. Condanna a un anno di carcere anche per il giornalista Andrea Marcenaro.
A lanciare in esclusiva la notizia, il giornalista Alessandro Sallusti che – giovedì sera su “Il giornale” – pubblicò un editoriale sulla vicenda. E proprio il direttore in questione, lo scorso autunno fu condannato in via definitiva per diffamazione di un altro magistrato, Giuseppe Cocilovo, a 14 mesi di reclusione dalla Cassazione ed è finito anche agli arresti domiciliari. A Sallusti, poi, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, aveva concesso la grazia.
Nel processo milanese, Mulé era imputato per omesso controllo in relazione alla presunta diffamazione contestata a Marcenaro, autore dell'articolo su Messineo dal titolo ''Ridateci Caselli''. Il giudice monocratico, Caterina Interlandi, ha anche disposto un risarcimento di 20mila euro a favore del procuratore di Palermo.

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di Erika Noschese
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