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Agli arresti domiciliari il primario dell'ospedale

Muore neonato: eseguite manovre sbagliate


Muore neonato: eseguite manovre sbagliate
26/04/2012, 20:04

NAPOLI - Il primario di Ginecologia dell’ospedale di Boscotrecase e un’ostetrica sono agli arresti domiciliari mentre per un medico ginecologo è stato imposto il divieto di dimora a casa. Questo è quanto disposto dal gip del Tribunale di Torre Annunziata ( Napoli) dopo la triste vicenda che ha causato la morte per ipossia di un neonato. A causare il decesso, secondo quanto emerso dall’inchiesta, sarebbero state delle manovre improprie praticate durante il parto.
Gli indagati sono: Luigi Marciano, primario dell’ospedale del Vesuviano, l’ostetrica Gelsomina Donadio e il ginecologo Amedeo Destro.
Ad aver denunciato l’accaduto, il marito della donna che ha partorito nella struttura medica e il cui bimbo fu ricoverato per alcuni giorni presso il reparto di Terapia intensiva del Monaldi di Napoli, dove poi morì.
Le indagini che sono state effettuate dalla Procura hanno evidenziato che le manovre effettuate durante il parto non erano indicate nella cartella clinica, nella quale, c’era un tracciato cardiotocografico, mai eseguito alla partoriente.  Fatto ancora più grave è che la cartella clinica , è stata distrutta e sostituita con un falso dopo un incontro dell’equipe medica impegnata nel parto. Uno dei partecipanti a quella conversazione, però, registrò il colloquio e fornì agli inquirenti il supporto relativo facendo luce sulla vicenda.
Di fondamentale importanza la testimonianza di un altro sanitario che ha confermato di  aver effettuato il giorno prima del parto un’ecografia alla donna, di cui nella cartella non c’è traccia. I medici coinvolti nella vicenda e il personale infermieristico hanno negato tutto e fornito versioni dei fatti utili per avvalorare quella difensiva del primario. Il procuratore di Torre Annunziata, Raffaele Marino ha annotato : “Si tratta di un gravissimo episodio di malasanità dai connotati criminali perché gli indagati per occultare le loro responsabilità hanno provveduto a falsificare la documentazione sanitaria e a concordare una versione dei fatti uniforme nel corso dell’indagine in atto”. Agli indagati sono contestati reati che vanno dall’omicidio colposo al concorso in falso per soppressione aggravato e falso ideologico aggravato.

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di Alessia Tritone
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