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Pochi turisti, penuria di reperti archeologici

Museo Archeologico di Napoli? Meglio che chiuda presto


Museo Archeologico di Napoli? Meglio che chiuda presto
13/09/2011, 17:09

Domenica mattina ho vestito i panni di Cicerone ed ho portato dei conoscenti in giro per la mia bellissima città. Un santo giorno tranquillo offerto dallo splendido clima napoletano che, benché ci lamentiamo di questo caldo persistente invidiato da tutto il mondo, ha fatto da cornice alla mia scarsa qualità di guida turistica. Tra una mezza parola scandita in inglese ed una gestualità che ricorda il peggiore Totò, ho portato i miei turisti a scoprire le bellezze della città del sole della pizza e del mandolino. Il tour ha avuto inizio dal Duomo di Napoli. Stupendo secondo loro, ma anche secondo me che non frequento le bellezze della mia città. Successivamente abbiamo proseguito tour nei meandri caratteristici di San Gregorio Armeno cercando di trovare il lemma britannico per definire il Presepe, ma quando dalle parole son passato alla dimostrazione visiva è stato facile descrivere lo splendido paesaggio artistico religioso raccontato dai maestri presepiali napoletani. Subito dopo, siamo andati in giro per piazza del Gesù dove ho mostrato orgogliosamente la chiesa del Gesù nuovo ed il monastero di Santa Chiara, compreso di Chiostro, suscitando non poche simpatie dei miei assistiti nei confronti di questa città pubblicizzata indecorosamente dai media nazionali ed internazionali. La prima difficoltà riscontrata è stata quella di trovare un parcheggio o i posti auto comunali (conosciuti meglio come “strisce blu”) che, dopo lunghi giri sono riuscito a scovare, devo dire che sono stati pagati a caro prezzo con la formula del tagliandino. Dopo il tour nel museo a cielo aperto che solo una città come Napoli sa offrire e non valorizzare, a grande richiesta ho condotto i miei turisti e me stesso, visto che ci mancavo da 15 anni, nel Museo Archeologico di Napoli. Ero davvero in ansia per aver speso 2 euro di grattino per 30 40 minuti di parcheggio, preventivando almeno due ore per visitare il principale museo della città. Fortunatamente, la visita è durata 35 minuti netti. Dopo una fila di 2 minuti ecco che entro nel museo archeologico ed inizio a vedere il piano terra: tra statue di epoca romana ed ellenica il giro dura giusto 8 minuti. Quindi inizio a visitare il secondo piano e noto che la sezione economica era in procinto di chiusura perché la mostra, organizzata grazie ai fondi europei, non segue l’orario di apertura del museo, per la serie: fondi europei o minestra europea? Di fronte, invece, c’è il museo erotico degli affreschi pompeiani che ha stuzzicato la voglia di tutti noi nel proseguire fino al secondo ed ultimo piano dove in 15 minuti, tra affreschi prestigiosi e cimeli storici, abbiamo sbrigato il tutto. All’improvviso mi sorge un dubbio amletico: ma non c’erano altre cose da vedere in questo museo? E girando per il piano terra, mi addentro in un’area vietata al pubblico e vengo subito fermato da uno dei tantissimi dipendenti che fanno da guardia alle stanze regali del nostro sontuoso Museo Archeologico. Domandando se ci fosse qualche altra cosa da vedere, il dipendente comunale mi fa capire che in principio, utilizzando appositamente il termine biblico, c’era un piano sotterraneo dove si potevano osservare reperti archeologi egizi, ma allo stato attuale risultava chiuso. Napoli, città dalla grande storia, un museo a cielo aperto che ha fatto sì che divenisse patrimonio UNESCO, può mai offrire questo misero Museo ai turisti che tra mille difficoltà vogliono addentrarsi nella città più “pericolosa” d’Italia? Proprio quest’estate è scoppiato il caso del Fantasma al Museo, un modo come altri utili a nascondere i veri fantasmi: quelli dei reperti archeologici nel Museo Archeologico di Napoli.

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di Coscienza
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