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I giudici: testimone non affidabile

Nadia Macrì confusa:"Non ho mai visto Ruby"

Ospite al Tg di La7, la prostituta si contraddice

Nadia Macrì confusa:'Non ho mai visto Ruby'
24/01/2011, 21:01

Nel confuso ed incandescente sexygate berlusconiano, solo alcuni dettagli appaiono abbastanza certi. Tra questi, sicuramente, la scarsa affidabilità delle testimonianze fornite da Nadia Macrì, la prostituta 27enne che era tornata alla ribaltà dopo l'intervista senza fitri rilasciata a Sandro Ruotolo per "Annozero".
Dopo un lungo interrogatorio con i magistrati, la Macrì torna in televisione e questa volta è ospite del Tg di La 7. La ragazza, alla domanda:"C'era 24 Aprile ad Arcore?" in un primo momento risponde così:"Sì... cioè no, no, sono un po' stanca". Poi prende coraggio, tenta di riordinare i ricordi ad aggiunge con maggior sicurezza:"Non posso dire le date, ma io c'ero ad Arcore. E non ho mai incontrato Ruby, non l'ho mai detto. Ad Annozero ho detto di aver visto una ragazza che le assomigliava, ma non ho mai detto che era sicuramente lei". 
E se non è una vera e propria smentita (effettivamente si era lasciato intendere che la marocchina fosse Ruby ma non si era fatto il suo nome in maniera precisa), di sicuro questa nuova intervista della ragazza definita dalla propria madre come "ossessionata dalla ricerca della notorietà", dimostra di non avere le idee chiare. Sui suoi soggiorni nella villa del Premier, comunque, ha precisato:"Ad Arcore ci sono stata tre volte. I magistrati me l'hanno confermato, ma non posso dire le date precise perché è un segreto".
Ora anche per i magistrati, la testimonianza dell'escort, risulterà senza dubbio ancor meno affidabile. Agli inquirenti interessava infatti conoscere i dettagli della presunta festa erotica organizzata ad Arcore nella sera tra il 24 ed il 25 aprile 2010. In quell'occasione, aveva assicurato a Ruotolo la 27enne,  lei e la "bella marocchina" avevano ricevuto generose somme di denaro da Silvio Berlusconi in persona. E proprio riguardo a doni e ricompense particolari, l'ex marito della prostituta l'aveva già platealmente smentita:"Quel gioiello gliel'ho preso io nel 2007. E anche il foulard di Marinella è un mio dono". Aveva detto l'uomo riferendosi a quelli che Macrì aveva presentato come regali ricevuti dal Cavaliere.
Nella macedonia di ricordi sfocati, bugie più o meno volontarie, timori, ritrattazioni e intercettazioni incrociate, però, resta la certezza di quel numero di telefono che in realtà è risultato appartenere al presidente del Consiglio e la convinzione che, per convergenza di particolari tra i racconti della giovane e quelli ascoltati nelle telefonate intercettate, la testimonianza difficilmente può essere liquidata come frutto della fervida fantasia di una mitomane.
Altre e forse ultimo elemento certo, è quello che parla di un Premier dimostratosi in più occasioni, ed in maniera più o meno clamorosa, fin troppo facilmente ricattabile proprio da quelle mitomani, paranoiche ed aspiranti veline stigmatizzate da berlusconiani dell'ultim'ora (o meglio, dell'ultimo anno) come Daniela Santanchè.

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di Germano Milite
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