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La confessioni shock della 27enne che sognava il Gf

Nadia Macrì:"10.000 euro per un rapporto con il Premier"


Nadia Macrì:'10.000 euro per un rapporto con il Premier'
03/11/2010, 18:11

PALERMO - Quasi 300 pagine di verbale riempite e dichiarazioni che, se corrispondenti al vero anche solo im parte, dimostrerebbero in maniera difficilmente confutabile l'esistenza di quel "ciarpame senza pudore" più volte denunciato da Veronica Lario poco prima della rottura con il marito-premier.
A far esplodere un'altra pruriginosa tempesta è stata Nadia Macrì, 27enne ex cubista ed ex ragazza immagine in quel di Milano che ha parlato, senza filtri né timori, dei rapporti sessuali  avuti con Silvio Berlusconi in persona sia in Sardegna che ad Arcore. Interrogata dai Pm di Palermo, l'avvenente ragazza ha infatti raccontato:"Sono stata tre volte da Berlusconi, ma solo in due occasioni abbiamo avuto rapporti sessuali. Una volta in Sardegna e una volta ad Arcore. Per le prestazioni mi diede 10.000 euro ed altri piccoli regali. È accaduto nella Pasqua 2009, in Sardegna e nell'aprile 2010, ad Arcore. I soldi me li ha dati personalmente Berlusconi, in una busta".
La disinvolta ed "ambiziosa" giovane, fino a poco tempo fa socia di un locale dall'eloquente titolo "Le Veline", ha poi parlato del fruttuoso e fortuito incontro con Lele Mora e del conseguente accesso alla ricche feste milanesi; sempre piene di opportunità di realizzazione "professionale" per chi è dotato di un bel corpo e non si fa scuproli a doverlo vendere o dare in affitto.

LA PRIMA VOLTA
Come riporta anche La Repubblica, ai giudici viene poi riferito del primo incontro tra Macrì e Berlusconi; con il coinvolgimento di Emilio Fede nel potenziale giro di prostituzione:"La prima volta che sono andata ad Arcore mi sono recata prima a casa di Lele Mora, a Milano, in via Monza, dove c'erano altre ragazze - ha infatti ricordato la ragazza-. Da lì siamo andate allo studio del giornalista di Rete 4, Emilio Fede. Era lui che faceva una sorta di selezione: ci chiedeva il nome, ma poi siamo andate tutte e sette nella villa del presidente, con un'auto privata".
Alla grande festa organizzata a casa del Cavaliere, spiega ancora l'interrogata, c'erano numerose "persone famose". Poi, una volta andati tutti via, "noi ragazze ci alternavamo con il presidente". Quella sera, però, non si sarebbe consumato in particolare nessun rapporto sessuale:"Ricevetti comunque in dono dei piccoli gioielli, tipo Swarovski".

IN SARDEGNA CON LA MARIJUANA
La testimone prosegue senza risparmiare particolari e retroscena e, alla Procura, racconta anche della festa tenuta nella villa sarda:"Nella villa in Sardegna eravamo circa 25 ragazze. Nelle stanze c'era dell'erba da fumare, che veniva trasportata con il jet privato del presidente". Il premier, però, non sarebbe mai stato visto fumare durante gli incontri.

IL SINDACO DI PARMA
La Macrì è scatenata e coinvolge in uno scandalo che rischia di assumere proporzioni epiche  anche il sindaco di Parma:"Quando io ho bisogno di soldi vado proprio a Parma: lì c'è un bell'hotel vicino alla stazione ed un giorno io mi sono seduta al bar. Lì ho incontrato due uomini, il sindaco di Parma e il suo segretario. Il segretario mi disse che ero stata fortunata, perché quello era il sindaco e che avevo fatto colpo. Dopo, siamo andati in una villa e lì abbiamo avuto un rapporto sessuale per cui ho avuto 500 euro". Di li a breve l'ultimo incontro con Berlusconi ad Arcore. In particolare, la 27enne ha spiegato il motivo della rottura con il Cavaliere:"Mi chiese, "cosa fa lei nella vita?". Gli risposi: "Presidente, cosa vuole che faccio, le marchette". A quel punto il presidente del Consiglio intimò all'altra ragazza di uscire ed esclamò risentito verso la milanese:"Questo lei non deve dirlo". Nadia ammette che in quell'occasione aveva alzato un po' troppo il gomito:"Ero ubriaca. Dopo la mia risposta lui si arrabbiò. Mi disse che io parlo troppo".

I RAPPORTI CON BRUNETTA
In conclusione la Macrì non risparmia nemmeno Renato Brunetta, raccontando con dovizia di dettagli il suo incontro con il ministro della Pa. La giovane doveva infatti risolvere un problema riguardante l'affidamento del figlio e così, ha racconato,"la mia amica Perla Genovesi mi fece conoscere un avvocato di Roma tramite Renato Brunetta" Correva il non lontano 2006:"Io e Perla andammo nello studio di Brunetta. La sera, andai con Brunetta dall'avvocato Taormina e gli consegnai tutta la documentazione. Il giorno dopo, andai a casa di Brunetta: per una prestazione sessuale e lui mi regalò vestiti, gioielli e circa 300 euro. Io speravo di mantenerla quella relazione, per guadagnare un po' di soldi, ma la cosa non durò". Nonostante l'intercessione del ministro, però, la soluzione per l'affidamento non si trovò e, anzi "l'avvocato Taormina non si è nemmeno presentato all'udienza né mi ha mai restituito la documentazione che gli avevo lasciato".

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di Germano Milite
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