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No parcheggi gratuiti ai disabili, se gli altri sono liberi

Napoli: è lite sui parcheggi a pagamento tra Comune e associazioni disabili


Napoli: è lite sui parcheggi a pagamento tra Comune e associazioni disabili
16/02/2010, 16:02

NAPOLI - Un contrasto si è acceso tra il Comune di Napoli e le principali associazioni a difesa dei diritti dei disabili (Associazione nazionale italiana diversamente abili - o Anida - Comitato "Cinzia Fico" e la Lega per i diritti degli handicappati onlus). Oggetto del contendere, l'applicazione integrale di una sentenza della Corte di Cassazione, a proposito della possibilità per i disabili di usare gratuitamente gli spazi con le strisce blu per parcheggiare l'auto. La Cassazione stabilì che non è multabile il disabile che parcheggia la propria autovettura negli spazi blu, se dimostra che gli spazi loro riservati sono occupati. E il Comune di Napoli ha deciso di applicare integralmente la norma.
Ma come si può applicare a Napoli? Gli spazi riservati ai disabili sono pochi e spesso occupati da chi non ne ha diritto. Senza contare che a Napoli, in molte zone, ci sono ancora barriere architettoniche, marciapiedi stretti ed inciviltà degli automobilisti che ostacolano anche brevi tragitti fatti con una carrozzella. Chi ha camminato per le strade partenopee sa che in molte strade la fila di auto posteggiate occupa integralmente lo spazio accanto al marciapiede (magari anche in doppia fila) al punto da rendere difficile una persona normodotata il camminare; figuriamoci se può camminare una persona che abbia difficoltà motorie.
D'altronde la norma è stata applicata molto a macchia di leopardo in Italia. Spesso a seconda se il Giudice di Pace della zona ha un orientamento giuridico o un altro. Invece servirebbero dei parametri più certi. Perchè non è che un disabile può portarsi la macchina fotografica e fotografare se i posti sono liberi o no. E poi: entro che margini devono essere liberi? La sentenza della Cassazione non lo specifica, dice solo "nei dintorni". Ma quanto? 100 metri? Un chilometro?
Così come è concepita, la norma è troppo confusa e di esito incerto.

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di Antonio Rispoli
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