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Napoli: 17 gruppi in consiglio comunale. Spreco inaudito!


Napoli: 17 gruppi in consiglio comunale. Spreco inaudito!
25/11/2009, 10:11

NAPOLI - Il recente prevedibile flop della maggioranza del centrosinistra che guida il Comune di Napoli nella seduta consiliare che avrebbe dovuto procedere alla riforma della norma regolamentare per la costituzione dei gruppi consiliari, pone in evidenza un altro dei primati negativi che il capoluogo partenopeo detiene da qualche anno a questa parte. Un primato che pochi conoscono ma che rappresenta l’ennesima dimostrazione del cattivo uso del pubblico danaro, peraltro in una realtà che presenta notevoli problemi, per carenza di adeguate risorse economiche, specialmente per finanziare le attività del volontariato e del terzo settore. Da un’indagine, effettuata attraverso i siti internet dei primi dieci comuni d’Italia, per numero di abitanti - ricordando che solo i primi tre, vale a dire Roma, Milano e, appunto, Napoli, con oltre un milione di abitanti, hanno una composizione del consiglio comunale con 60 consiglieri, mentre per Comuni con popolazione da 250mila a oltre 500mila abitanti i consiglieri variano da 46 a 50 – è emerso quanto segue. L’indagine ha considerato specificamente il numero di gruppi consiliari presenti in ciascun consiglio comunale. Ebbene mentre nelle altre nove città prese in esame i gruppi consiliari vanno dai 6 di Catania ai 12 di Torino e di Bari, passando per gli 11 presenti nel consiglio comunale di Roma e di Milano, nel consiglio comunale partenopeo sono presenti allo stato ben 17 gruppi consiliari, la maggior parte dei quali presenti solo nel consiglio comunale del capoluogo partenopeo, senza alcuna rappresentanza nel parlamento nazionale, un vero e proprio record nazionale, con una media quindi di 3,53 consiglieri per gruppo. In particolare vi sono ben otto gruppi, più della metà del totale dunque, costituiti da un solo consigliere che è quindi capogruppo di se stesso, due gruppi con due consiglieri e tre gruppi con tre consiglieri. Solo due gruppi sono composti da più quattro consiglieri. Da ricordare che ogni gruppo, ha una propria sede - con locali dislocati in ben cinque edifici differenti, non tutti di proprietà comunale e per alcuni dei quali vengono pagati affitti onerosi - dotata di linee telefoniche e di telefax, e con una segreteria formata da dipendenti comunali appositamente distaccati. Eppure per risolvere il problema basterebbe una norma che impedisca la costituzione di gruppi autonomi composti da meno del 5% dei seggi assegnati, il che equivale a dire che nel consiglio comunale di Napoli, per esemplificare, per costituire un gruppo, occorrono almeno tre consiglieri, con la creazione di un gruppo aggiunto dove far confluire i gruppi eventualmente costituiti da meno di tre eletti. Una situazione scandalosa quella attuale, rispetto alla quale, a questo punto, è auspicabile che intervengano anche la Magistratura contabile e gli altri organi preposti al controllo della spesa pubblica.

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di Gennaro Capodanno - Pres. Comitato Valori collinari
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