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Presidi dal Nord al Sud: l’Italia non è in vendita

Napoli: ‘Assedio’ all’Ansaldo Breda, blitz CasaPound contro le privatizzazioni


Napoli: ‘Assedio’ all’Ansaldo Breda, blitz CasaPound contro le privatizzazioni
13/12/2010, 09:12

Napoli, 13 dicembre - Centinaia di militanti di CasaPound Italia stanno ‘assediando’con striscioni ‘’L’Italia non è in vendita’’, bandiere italiane e fumogeni tricolore la Ansaldo Breda di Napoli per dire ‘no’ a ogni ipotesi di privatizzazione delle grandi aziende pubbliche. Il ‘blitz’ è scattato questa mattina in tutta Italia. A Roma i militanti di Cpi sono riusciti a salire sul tetto e a occupare il palazzo di Finmeccanica, in piazza Montegrappa: circa trecento persone sono ora schierate tra l’interno e l’esterno dell’edificio, a difesa dell’’occupazione’. Presidi a tutela dell’italianità delle grandi aziende pubbliche sono anche in corso all’Agusta di Varese, all’Oto Melara di La Spezia e alla Fincantieri di Palermo, mentre striscioni ‘L’Italia non è in vendita’ e volantini a sostegno del ‘blitz’ di CasaPound contro le privatizzazioni sono comparsi in circa cinquanta città italiane. ‘’Non ci interessa sapere chi governa – recita il volantino – Non ci interessano i giochi di palazzo. Non ci interessano i cambi di poltrona. Ci interessa solo far sapere ai tecnici che l’Italia non è in vendita, e che c’è qualcuno pronto a combattere. Le aziende di Stato creano occupazione per centinaia di migliaia di lavoratori, fanno incassare miliardi di euro alla comunità nazionale e soprattutto garantiscono la sovranità dell’Italia. Tanti politici e tanti ‘tecnici’ le stanno cucinando per farle ‘mangiare’ agli amici (privatizzandole). Senza queste aziende l’Italia muore. Sostieni CasaPound, è in gioco anche il tuo futuro’’. ‘’Con questa azione coordinata in tutta Italia vogliamo dire ‘no’ a qualunque ipotesi di privatizzazione delle aziende di Stato, da Finmeccanica a Fincantieri fino all’Eni – spiega il presidente di Cpi Gianluca Iannone – in un momento in cui è fortissimo il rischio di trovarsi di fronte a un esecutivo ‘tecnico’ che, nella confusione, possa dare ascolto alla pressione di lobby internazionali, sacrificando ad altri interessi il bene del Paese’’, conclude Iannone.

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di redazione
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