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Il sindaco De Magistris contestato sul web

Napoli, 'Città della Scienza' non c'è più. Procura segue pista dolosa

Il polo completamente distrutto dal maxi rogo di stanotte


Napoli, 'Città della Scienza' non c'è più. Procura segue pista dolosa
05/03/2013, 13:30

L'INCHIESTALa Procura di Napoli ha avviato un'indagine per chiarire le cause del terribile incendio che distrutto Città della Scienza. C'è un fascicolo, per ora aperto contro ignoti. E c'è un'ipotesi, quella che il rogo possa essere stato doloso, che attende di essere verificata all'esito delle indagini. Questa mattina il pubblico ministero ha fatto un sopralluogo con i vigili del fuoco e la polizia. L'intera area interessata dall'incendio è stata posta sotto sequestro e sono iniziati i rilievi da parte degli esperti della Scientifica.

DE MAGISTRISSull'incendio che ha distrutto quattro padiglioni di Citta' della Scienza a Napoli "non mi sento di escludere che sia doloso". A dirlo, a margine del consiglio comunale solenne per la Giornata della sicurezza sul lavoro, il sindaco Luigi de Magistris. "Sembra che dietro ci sia una mano criminale - aggiunge - in un incendio cosi' devastante partito dal mare. E' difficile pensare sia accidentale". Il primo cittadino partenopeo gia' ieri notte su Twitter definiva "ore drammatiche" quelle che la citta' stava vivendo. Oggi in prefettura riunione per mettere a punto interventi per il sito.

SUBITO DOPO IL ROGO - Napoli perde 'Città della Scienza'. Non ne è rimasto praticamente nulla dopo il vasto incendio divampato nella tarda serata di ieri quando da una colonna di fumo, visibile da ogni angolo della città, Napoli ha scoperto che stava perdendo uno dei suoi gioielli. Uno spettacolo al quale hanno loro malgrado assistito moltissimi cittadini pronti a condividere il proprio dolore e la propria rabbia sul web dando vita ad un tam tam di twit e post durato sino a notte fonda.

Ancora ignote le cause: unica certezza, al momento, e' che all'interno della struttura non c'erano persone, grazie anche alla chiusura settimanale del lunedi'. I danni sono ingentissimi: sopravvivono solo i muri perimetrali, l'interno dei padiglioni e' devastato. Il fronte del fuoco e' lungo piu' di un centinaio di metri, e dal rogo si alza una colonna di fumo visibile da buona parte della citta'. Sul posto decine di vigili del fuoco, con le forze dell'ordine che hanno chiuso al traffico via Coroglio, di fronte al mare di Bagnoli, dove sorgeva la struttura. Dei numerosi padiglioni che componevano lo 'science center' solo uno e' stato risparmiato dalle fiamme. Le testimonianze riferiscono di una estensione rapidissima dell'incendio, complice la gran presenza di legno e altri materiali infiammabili

E cosi' in pochi minuti e' andato in fumo un polo - nato dall'intuizione di Vittorio Silvestrini, presidente della fondazione Idis - che in una dozzina d'anni aveva guadagnato consensi e credibilita', non solo come luogo dove apprendere praticamente le leggi della scienza, grazie a decine di esperimenti pratici e dimostrazioni dal vivo, ma anche come centro congressi, centro di alta formazione, incubatore di imprese. Il primo embrione del progetto risale agli anni Novanta; nel 2001 l'inaugurazione del vero e proprio museo interattivo, man mano ampliato da successive realizzazioni. Il tutto nell'incantevole scenario di Bagnoli, il quartiere ex industriale che, conclusa l'era dell'acciaio e dell'Italsider, aveva visto proprio in Citta' della scienza il primo simbolo concreto di un progetto di bonifica e di rinascita del quartiere. Con la Citta' della scienza e' come se fossero bruciate stasera anche quelle speranze.

Fuori del museo quasi tutti i 160 dipendenti, angosciati per il loro futuro occupazionale; gli stessi timori coinvolgono i tanti che lavoravano nell'indotto creato dal museo, giunti in via Coroglio dopo aver appreso dell'incendio. L'area distrutta dalle fiamme e' stimata in 10-12 mila metri quadrati, praticamente l'intero centro a eccezione del ''teatro delle Nuvole'', un corpo separato che ospitava rappresentazioni. Il custode racconta di aver visto una colonna di fumo, e di aver dato subito l'allarme: ma in pochi minuti il fuoco ha divorato i padiglioni dall'interno, diventando indomabile. Sono state ore di sgomento anche per tutti gli abitanti di Bagnoli, che temevano di rimanere intossicati dal fumo denso e nero, poi invece sospinto dal vento verso il mare aperto.


PRIME NOTIZIE - Brucia Citta' della Scienza, il complesso sorto nell'ex area Italsider di Bagnoli che comprende incubatori per imprese e un centro di divulgazione scientifica sul modello de La Vallette a Parigi. In fiamme, per cause che ancora troppo presto per indicare, quattro capannoni. Sul posto numerose squadre di vigili del fuoco e le forze edell'ordine.


I vigili del fuoco sono impegnati nell'opera di contenimento dell'incendio, che minaccia altre strutture di Citta' della Scienza. Sul posto ci sono quattro squadre e dieci tra autobotti e mezzi del comando provinciale di Napoli, ma e' stato chiesto aiuto anche ad altri comandi, dato che gia' da questa mattina una parte delle forze disponibili e' impegnata nel crollo del palazzo in via Riviera di Chiaia. Secondo previsioni del centro operativo dei pompieri, ci vorranno parecchie ore per domare le fiamme, e solo dopo la messa in sicurezza sara' possibile cercare elementi per ipotizzare l'origine dell'incendio.

A giudicare dalle dimensioni del rogo, i danni si annunciano molto ingenti. Il lunedi', durante i mesi invernali, la struttura e' chiusa al pubblico e quindi per ora si ritiene che il rogo non abbia coinvolto persone.

La 'Citta' della Scienza' ha una media di 350 mila visitatori l'anno. Oltre al museo interattivo, ospita un planetario, un centro congressi, un centro di alta formazione e un'area per mostre d'arte. Sorge in via Coroglio, di fronte al mare di Bagnoli, ed e' tra i luoghi-simbolo dei progetti di bonifica e rinascita dell'ex area industriale Italsider. 

Intanto il dolore della città corre sul web. Da Facebook a Twitter fino a Youtube è tutto un susseguirsi di rabbia e dispiacere per la devastazione di uno dei fiori all'occhiello della città. Ma insieme ai twit si moltiplicano anche le contestazioni al sindaco De Magistris accusato di aver lasciato Napoli allo sbando. In molti casi il primo cittadino viene anche deriso e riprodotto in alcune vignette satiriche. Lo stesso episodio si è verificato questa mattina dopo il crollo di un'ala di una palazzina della Riviera di Chiaia.

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di Veronica Riefolo
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