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NAPOLI: CLINICA 'A SECCO', 400 DIPENDENTI IN BILICO


NAPOLI: CLINICA 'A SECCO', 400 DIPENDENTI IN BILICO
09/01/2009, 20:01

Fondi bloccati in regione e periodo critico per le strutture convenzionate, ed il rischio di chiusura alle porte. E’ quanto sta accadendo alla clinica Villa Russo di Miano, storica casa di cura che più volte è stata al centro di problematiche legate al mancato pagamento dei dipendenti, spesso con cornice di scaricabarile tra dirigenza ed Asl. Stamattina alcuni dipendenti sono saliti sul cornicione minacciando di gettarsi nel vuoto se non si avrà una risoluzione a breve. La situazione è ritornata alla normalità soltanto dopo le 15, quando i manifestanti hanno permesso il ripristino della circolazione veicolare. “Quest’ultimo Natale è stato uno dei più tristi. -si sfoga un dipendente, Giuseppe Basilisco- Se intorno a noi tutto sapeva di festa, io e la mia famiglia non sapevamo cosa mettere a tavola per festeggiare. Non auguro a nessuno di vivere nell’incertezza di un futuro che si preannuncia buio e senza alternative”. Un primo incontro è avvenuto nel pomeriggio in prefettura con i rappresentanti dei lavoratori accompagnati dal presidente della settima municipalità, Giuseppe Esposito, ed entro giovedì prossimo dovrebbe tenersi un ulteriore incontro al quale parteciperanno, oltre ai dipendenti, l’assessorato alla Sanità e gli amministratori dell’azienda. Intanto i dipendenti, circa quattrocento, non percepiscono lo stipendio da due mesi e da quattro è stata sospesa anche l’erogazione dei ticket. “Il grido di dolore del settore sanitario è ormai forte. -afferma il dottor Filippo Avitabile, amministratore unico della clinica- L’assessorato promette, ma continua a pagarci in maniera irregolare. Ritardi che, alla fine, hanno pesanti effetti sulla busta paga dei lavoratori. Fino a quando si tratta di rinviare il pagamento ai fornitori si può anche soprassedere, ma ormai con i tagli di spesa previsti per il nuovo anno la nostra azienda non può funzionare e, di questo passo, sarà costretta a chiudere”.

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di Nico Falco
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