Cronaca / Sanità

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Il congegno custodito dal medico. Al quarto piano

Napoli, defibrillatore spostato per paura di furti


Napoli, defibrillatore spostato per paura di furti
14/10/2009, 18:10

Un dispositivo utilizzato quando non si ha tempo da perdere, ma che necessita tempo per essere recuperato. Un paradosso della sanità, quello che si vede nell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli, dove la ‘nicchietta’ del Dae (un defibrillatore semiautomatico), posizionata accanto al marcatempo per i dipendenti, è vuota. Al posto del congegno, un ‘avviso alla clientela’: il defibrillatore è custodito dal medico di guardia del padiglione. In altre parole, se si verificasse un’emergenza, si dovrebbe prima andare a prenderlo, poi tornare dal paziente. Ovvero, si dovrebbero perdere quei minuti preziosissimi che grazie all’apparecchio si sarebbero risparmiati. La motivazione è ufficiale è che la decisione è stata presa per paura che il defibrillatore venga rubato. Vero è che i furti all’interno delle strutture ospedaliere sono all’ordine del giorno, ed un defibrillatore del genere non costa certo pochi spiccioli. Ma dall’altro lato, il rovescio della medaglia: quanto è utile un defibrillatore a queste condizioni?

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di Nico Falco
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