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Incredibile ed illegale episodio al Fatebenefratelli

Napoli: extracomunitaria partorisce, ospedale la denuncia come clandestina


Napoli: extracomunitaria partorisce, ospedale la denuncia come clandestina
13/04/2010, 11:04

NAPOLI - Esempio di gravissimo razzismo in un ospedale napoletano. Protagonista è una donna, scappata quattro anni fa dalla Costa d'Avorio dopo la morte del marito e giunta in Italia, dove ha chiesto asilo politico (la richiesta è ancora sub iudice, dopo che è stata respinta in primo grado e pende ricorso in secondo grado). Qui la donna conosce un falegname, anche lui ivoriano, col quale comincia a convivere e ha un figlio. Ed in questi giorni, trascorsi i nove mesi, la donna si è recata al Fatebenefratelli di Napoli per partorire. E qui, mentre la donna era ricoverata per il parto, una mano ancora ignota ha inviato un fax al Commissariato di Polizia di Posillipo, quello territorialmente competente sull'ospedale, per chiedere "un urgente interessamento per l'identificazione di una signora di Costa d'Avorio". In pratica, per identificare la signora in modo da avviare le pratiche per l'espulsione. Si tratta di una norma inizialmente prevista nella cosiddetta legge sulla sicurezza e poi cancellata, dopo le fortissime proteste avanzate da molti settori del Pdl, a cominciare da Alessandra Mussolini, certamente non accusabile di simpatie verso gli extracomunitari.
Della vicenda ha parlato l'avvocato Liliana Nesta, nota per la difesa dei diritti di chi è colpito dalla mafia o dalla camorra. Parlando della vicenda ha fatto sapere: "Siamo di fronte a un'iniziativa senza precedenti. Non è mai accaduto che una donna extracomunitaria, che si presenta al pronto soccorso con le doglie, ormai prossima al parto, venga segnalata per l'identificazione. Come se non bastasse, K. non ha potuto allattare suo figlio nei suoi primi giorni del ricovero: lo ha visto per cortesia di alcuni sanitari che glielo hanno adagiato tra le braccia, ma non ha potuto allattarlo".
CHe ci si accanisca così su una donna che sta per partorire, negandole addirittura il diritto di allattare il proprio figlio, dimostra a quali abissi siamo arrivati. Quando ancora potremo sprofondare in questa melma?

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di Antonio Rispoli
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