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Napoli, manifestazione di protesta popolare contro abbattimenti prime case



Napoli, manifestazione di protesta popolare contro abbattimenti prime case
07/11/2009, 10:11


NAPOLI - Si è svolta in Campania, giovedì scorso, una grandiosa manifestazione di protesta popolare contro l’assurdo, intollerabile e disumano abbattimento delle prime case di abitazione. Circa mille auto e migliaia e migliaia di cittadini si sono ritrovati davanti al Municipio di Santa Maria la Carità per giungere lentamente in corteo sino a Sant’Antonio Abate attraversando la città di Pompei e quella di Castellammare di Stabia tutti Comuni dove sono migliaia le prime case di onesti cittadini che dovrebbero essere abbattute nelle prossime settimane. Organizzata da Domenico Elefante, Presidente dell’Associazione “Amici del Territorio”, quella di gioverdì pomeriggio è stata una manifestazione imponente, che ha visto il formarsi di un impressionante serpentone di auto di manifestanti lungo circa cinque chilometri che ha letteralmente mandato in tilt per oltre nove ore, il traffico a Santa Maria la Carità, a Pompei, a Castellammare di Stabia e a Sant’Antonio Abate. Il lungo e interminabile corteo partito intorno alle ore 15,00 da Santa Maria la Carità e terminato a mezzanotte a Sant’Antonio abate era aperto da una grossa pala meccanica e dallo striscione dell’Associazione “Amici del Territorio”. Giunti sul cavalcavia di Pompei, Domenico Elefante ha invitato Domenico Savio, Segretario generale del Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista che da anni si batte per la salvaguardia dell’abusivismo di necessità, a salire sulla pala meccanica e ad intervenire. Nell’applauditissimo intervento, Domenico Savio, oltre a difendere dagli abbattimenti solo ed esclusivamente le prime case di necessità chiedendo con forza che ad essere abbattuta sia la speculazione edilizia affaristica, ha anche approfittato per solidarizzare con le famiglie di Casola a cui, nei giorni scorsi, sono state abbattute le case. Dopo il comizio volante, la fiumana di auto e di cittadini ha proseguito il suo tragitto di protesta verso Pompei. Giunti nella piazza centrale di Pompei e dinanzi a centinaia di cittadini che attendevano i manifestanti, Domenico Elefante e Domenico Savio sono nuovamente intervenuti con passione e determinazione a difesa del diritto alla casa delle famiglie campane. Savio, saputo che il Vescovo di Pompei non ha ancora preso posizione nonostante nelle settimane scorse fosse stato sollecitato a esprimere solidarietà alle decine di migliaia di famiglie che rischiano l’abbattimento della loro unica casa di abitazione, si è rivolto al Vescovo Carlo Liberati a cui ha chiesto di prendere esempio da Monsignor Filippo Strofaldi, Vescovo della Diocesi di Ischia e Procida che sollecitato dallo stesso Savio, nei mesi scorsi si è pubblicamente schierato al fianco delle umili famiglie isolane che rischiano l’abbattimento della loro casa. La sosta oratoria successiva c’è stata nella piazza centrale di Castellammare di Stabia. Qui, dinanzi a centinaia di cittadini stabiesi, Domenico Savio, al termine del suo ultimo intervento, ha avvertito il Premier Berlusconi, il segretario del PD Bersani e tutti gli onorevoli ben remunerati che grazie al voto dei cittadini oggi siedono sulle comode poltrone del Parlamento, che prossimamente la protesta civile, democratica e determinata delle popolazioni della regione Campania si sposterà nella città di Roma. Quella organizzata dell’Associazione “Amici del Territorio” è stata senz’altro una grandiosa manifestazione di popolo senza precedenti che ha visto scendere in piazza migliaia e migliaia di cittadini che con le loro auto hanno formato una fiumana di cinque chilometri di coda e a cui, si devono aggiungere le migliaia di persone che in segno di solidarietà scendevano dalle proprie abitazioni o si affacciavano dai balconi. Un coinvolgimento popolare impressionante, una invocazione di aiuto umana da parte delle decine di migliaia di famiglie costrette dallo Stato inadempiente a costruirsi la prima casa abusivamente e che ora vivono con l’incubo che possa essere abbattuta da un giorno all’altro, che vogliamo augurarvi giunga alle sorde orecchie dei politici doverosamente deputati a risolvere questo autentico dramma sociale di massa.

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di Gennaro Savio
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