Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Provocazione per chiedere la chiusura della cripta del Duce

Napoli: maxiposter di Mussolini in pieno centro


Napoli: maxiposter di Mussolini in pieno centro
13/09/2011, 16:09

NAPOLI - Chi in questi giorni attraversa via Marina a Napoli - strada stretta tra il porto e la zona centrale del capoluogo - si trova davanti un bel faccione molto conosciuto: testa pelata, mascella granitica, il tutto su sfondo nero. Sì, proprio lui: Benito Mussolini, il duce. Che ora campeggia su un poster sei metri per tre che guarda il traffico intensissimo che c'è su quella strada. SI legge anche la scritta: "Nessuna luce, mio Duce".
E' una trovata di due artisti napoletani, Sebastiano Deva e Walter Picardi, che hanno inteso così segnalare un fatto che molti ignorano: il pellegrinaggio che c'è a Predappio, alla cripta che ospita i resti di Mussolini.
Perchè questo è un problema che c'è, in tutta Europa ma che in Italia e in Germania è particolarmente sentito, date le esperienze del fascismo e del nazismo. Con una differenza fondamentale: sul nazismo la Germania si è scottata tantissimo (per usare un eufemismo) e quindi ha introdotto leggi molto severe ed applicarte sempre, anche quando sconfinano nella violazione dei diritti dell'individuo (come succede con le condanne contro i cosiddetti "negazionisti"). L'Italia invece sembra aver messo nel dimenticatoio quanto è successo, tanto è vero che esiste nominalmente una legge (la legge Scelba, dal nome del Ministro dell'Interno in carica quando venen approvata) che punisce le attività che ricordino il fascismo. Legge di notevole importanza, in quanto attua la XII norma transitoria della Costituzione. Ma è una norma che non viene attuata più ormai. E così abbiamo addirittura partiti ed associazioni che si richiamano apertamente al fascismo o al nazismo che circolano apertamente ed agiscono senza dover temere nulla; abbiamo pellegrinaggi come quello di Predappio, i cui partecipanti maggiorenni (perchè spesso ci vanno anche ragazzi che nulla sanno di Mussolini) andrebbero processati. E soprattutto - e questa è la cosa più grave, oggi - in rete il fascismo dilaga senza soste. Basta dare un'ochiata su Facebook, per vedere gruppi fascisti e nazisti che prosperano tranquillamente e fanno proseliti, senza che le autorità di Polizia e della magistratura intervengano. Addirittura esistono gruppi che si chiamano "Partito fascista" o "Partito nazional fascista", che stanno liberi e tranquilli su Facebook. Ma una legge che legge è se nessuno la rispetta?

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©