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Napoli, Morello (APM): "crollo annunciato"


Napoli, Morello (APM): 'crollo annunciato'
04/03/2013, 17:41

“Il tragico crollo di un'ala del Palazzo Guevara di Bovino, a Napoli, purtroppo non mi sorprende. Da anni proviamo a sensibilizzare le istituzioni, affinché venga adottato un Piano per il recupero e la messa in sicurezza dei centri urbani. Ma, come sempre, ai numerosi appelli non sono seguiti i fatti”.

E’ l’amaro commento di Lorenza Morello, Presidente Presidente nazionale di Avvocati per la mediazione, associazione senza scopo di lucro, per la difesa dei cittadini e dei loro diritti, sull’ennesimo “crollo annunciato”, l’intero lato sinistro del civico 72 di via Riviera di Chiaia, “dove non c’è nessuna vittima, solo perchè la strada antistante era chiusa al traffico, per dei lavori della Telecom. Un “puro caso”, che ha sicuramente evitato una catastrofe”.

Ma è sulle cause del crollo, che Morello pone l’attenzione: “Desidero ricordare - sottolinea - che secondo i rilievi dei Vigili del fuoco, a determinare la tragedia, sia stato un cedimento strutturale di una parte della palazzina d’epoca, situata nel cuore della Napoli bene, a pochi passi dal Consolato americano, dovuto ad una copiosa infiltrazione di fango ed acqua, dalla falda acquifera sotterranea , dal suolo sottostante i lavori della Metropolitana. Cause che - aggiunge Morello - che mi portano ad invitare le Istituzioni tutte, a verificare la tenuta di tutte le strutture d’epoca di Napoli, come di tutte le altre presenti sul territorio nazionale, attraverso una mappatura dei fabbricati da classificare secondo una scala del rischio”. 

 “E’ da anni che si discute - ricorda ancora - dell’istituzione del ‘Fascicolo del fabbricato’, previsto dal Ddl 4339 del 2000 (presentato in Parlamento il 1 dicembre 1999 e fino ad oggi bloccato al Senato) mai entrato in vigore. Una sorta di ‘carta di identità’ del fabbricato o di ‘libretto d’uso e manutenzione’ dell’edificio dove vengono annotati i fatti salienti della sua vita: dati identificativi dell’edificio (sia storici che urbanistici); sicurezza statica (anche con riferimento all’interazione tra le strutture portanti ed il suolo ed il sottosuolo); sicurezza impianti

stica; sintesi degli accertamenti, eventuali provvedimenti conseguenti ed eventuale piano di gestione del fabbricato”. Solo se si riuscirà a realizzare questa “carta”  - conclude la Presidente APM - si potranno evitare altri crolli e dei drammi familiari di persone che rimangono senza un tetto”.

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di Redazione
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