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Napoli nella morsa della camorra


Napoli nella morsa della camorra
30/04/2009, 07:04

 

NAPOLI NELLA MORSA DELLA CAMORRA!

di: Raffaele Pirozzi e Giuseppe Biasco


 

Certo, è sconvolgente e sconcertante, ascoltare il procuratore Generale della Repubblica di Napoli: Giandomenico Lepore, affermare che il 30% dei rappresentanti nelle istituzioni pubbliche, è colluso con la camorra. Ciò che colpiva di più, nell’ascoltare quella grave dichiarazione, era la pacata sicurezza del magistrato, che ribadiva, alla reiterazione della domanda, che non era un terzo il numero dei collusi, ma bensì il 30%. Un numero preciso, quindi, non una stima, non una ipotesi, ma una certezza.

Quella dichiarazione il Procuratore l’ha rilasciata a margine della riunione che la Commissione Parlamentare Antimafia, presieduta dall’onorevole Giuseppe Pisanu, ha tenuto a Napoli, nella sede della Prefettura, il 28 Aprile.

La sicurezza che il Procuratore ha dimostrato, facendo quella grave affermazione, era sicuramente il frutto di una rilevazione statistica, risultante dai dati forniti dalle inchieste in corso. Solo in Provincia di Napoli si parla di 22 Comuni sotto osservazione per infiltrazioni della delinquenza organizzata ed a rischio dello scioglimento da parte del Ministero degli Interni.

A tenere il conto quotidiano delle inchieste, degli arresti, degli scandali che coinvolgono e sconvolgono i nostri territori, si capisce che il procuratore ha espresso una valutazione prudenziale del fenomeno in atto. Quella affermazione, che al primo momento, appare esagerata, ad una più attenta lettura è sicuramente ponderata e supportata da riscontri oggettivi, come del resto un ottimo Magistrato è abituato a produrre.

Partendo da quella considerazione, ho provato a trasformare in numeri certi quella indicazione percentuale. Un calcolo fatto solo per la provincia di Napoli, per seguire le competenze territoriali del procuratore. La provincia di Napoli è costituita da 92 Comuni, compreso quello di Napoli, che eleggono i rispettivi Consigli Comunali, Giunte e Sindaci, le cifre totali sono le seguenti: 92 sindaci; 799 Assessori e Vice Sindaci; 2254 consiglieri comunali; per un totale di 3145 persone. A questi vanno aggiunti gli eletti della Amministrazione provinciale che sono: 1 Presidente, 16 Assessori e 46 Consiglieri. In questo modo si raggiunge un totale di 3208 persone impegnate a diverso titolo nelle istituzioni politiche della nostra provincia. Il 30% dei collusi con la delinquenza organizzata, secondo il Procuratore Lepore, sarebbero: 952 . Una cifra enorme, impressionante, indecente! Da questo calcolo abbiamo escluso i deputati regionali, i senatori ed i deputati , che aggiunti al totale, portano a circa mille il numero dei politici collusi con la camorra nella provincia di Napoli.

Il male che ci affligge è questa presenza massiccia della delinquenza organizzata dentro le istituzioni, che ne determina le scelte, ne controlla la spesa e si arricchisce a spese della collettività.

Non c’è più nessuna giustificazione sociale per continuare ad accettare questo tumore che vive nella nostra realtà insieme alle persone per bene, che lavorano e producono una ricchezza che altri sistematicamente sperperano. Se questi numeri sono possibili, significa che gran parte della nostra società è stata conquistata dai soldi e dal potere della delinquenza. Pezzi interi della società civile, funzionari dello Stato ed imprenditori, uomini di cultura e professionisti sono assoldati dalla Camorra, ne subiscono il potere, si arricchiscono con loro. Non ci potrà mai essere uno sviluppo vero della nostra provincia se questo cancro continua a convivere con il resto della popolazione. Ogni parte di ricchezza prodotta in questo territorio, sarà sempre divisa in maniera non omogenea tra i cittadini. Il principio del merito, del lavoro svolto e del ruolo assunto nella società non varrà mai, perché chi sarà più violento, chi incuterà più terrore, che deciderà cosa dire e quado, sarà quello che si prenderà la parte più grossa della ricchezza prodotta da tutti. Siamo su una strada di non ritorno, dobbiamo cambiare ed in fretta, non rimuovere più le denuncie di Saviano e dei tanti che ogni giorno lottano contro il mostro che ci sta divorando, bisogna reagire.

Ognuno di noi deve sapere che la prima discriminante che deve mettere in atto quando va a votare, è quella di sapere se sta votando per un colluso con la camorra, o per una persona per bene. Prima di scegliere lo schieramento politico, deve essere scelta la persona da votare e bisogna essere attenti, decisi e determinati. Tra Nicolais e Cesaro, quello che dobbiamo sapere e se corriamo il rischio di avere un Presidente della provincia colluso, se è competente e capace, se ha idee proprie e se queste idee sono al servizio dei cittadini e non di altri poteri più o meno privati. Nel pieno di una crisi economica devastante, non possiamo consentirci errori, non abbiamo più tempo!

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di Raffaele Pirozzi
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